Eccellenza Girone A: il punto di Max Cannalire
articolo del 21/9/2008
DIVINO AMORE A FORZA SETTE Una doppietta di Spaziani successiva una gran punizione di Petroccia lancia la squadra di Mosciatti in testa. Le altre pareggiano di Massimiliano Cannalire* L’incontro più importante della giornata si conclude in parità perché l’Aprilia ha il merito e la fortuna di credere nel pareggio, colto al quinto minuto di recupero. Ma la squadra di casa si morde le mani per l’occasione gettata, e dal dischetto, con Jannotti (che aveva segnato al 14’ del primo tempo), e dal punto di vista della gestione del vantaggio. Da rilevare che il fiscale arbitro toscano aveva lasciato in dieci contro undici la formazione di Claudio Solimina. L’Anziolavinio ha poco da rimproverarsi, parafrasando il compagno di avventura televisiva Roberto Vichi: questo sia per il giuoco costruito, che per le occasioni messe in piedi, alcune delle quali sbagliate per poco. Magrelli se ne va nei minuti iniziali superando una difesa tutt’altro che irreprensibile; giunge solo davanti al portiere, superato con un colpo di esterno sinistro. Ma la palla colpisce il palo destro ed esce. Nulla di fatto. C’è il bel gol di Jannotti, al 14’, che poi nel secondo tempo sbaglierà un calcio di rigore. Al 21’ della ripresa Binaco fa tutto bene, salta due avversari e, da dentro l’area, manda il suo bel diagonale destro fuori di un soffio. Viene espulso in modo troppo severo Guida, somma di ammonizioni, poi Jannotti e Criniti sbagliano da posizione favorevole. Arriva, all’ultimo respiro, un pallone in area, siamo quasi al 50’, con un tiro di interno destro provato da Larrosa che manda la palla a sbattere, in diagonale, sul palo destro, facendo l’ingresso, in porta. Il tutto per l’esultanza dei sostenitori dell’Aprilia, per il settimanale rammarico della quasi totalità dei 500 presenti, di fede anziate. La notizia nel senso più accetto del termine sottolinea la prima volta del Divino Amore da primo della classe: è vero, sono passate tre giornate, è vero che le avversarie incontrate in casa, Fiumicino e Santa Marinella, non rappresentano il top delle difficoltà da vivere al Millevoi o lontano dall’Ardeatina. Però si tratta di sette punti fatti per benino dalla formazione di Neno Mosciatti, decisamente rafforzata rispetto alle precedenti edizioni giallo-blu. Il Pomezia distacca subito il Tanas Casalotti e si sistema subito sul binario dei tre punti, i secondi del campionato, con l’apertura di Laurent “Lollo” Amassoka, che evoca il ricordo di Roberto Bettega in un lontano Sampdoria-Juventus, per segnare il primo gol. Stesso realizzatore, su rigore, per il raddoppio mentre il terzo punto i rosso-blu lo segnano con un terzino, Campione, che ha aperto la stagione in modo prolifico dal punto di vista realizzativo. Il quarto gol chiude ogni discorso e nel secondo tempo l’orgoglio della squadra di Francesco Punzi. Finale al “Comunale”: 4-2. Niente di drammatico per i romani, forse consapevoli del divario collettivo che li separa, oggettivamente, dall’undici di Carlo Lanza. La Nuova Tor Tre Teste rincorre e aggancia la Pescatori Ostia. Segna un ispirato Piro dopo poco più di un minuto, e per tutta la partita lo sgusciante giovane a disposizione di Giuseppe Di Franco ha dato del severo filo da torcere alla squadra di Gianluigi Staffa. I giocatori di casa non si fermano al minimo, repentino vantaggio; infatti Toscano con due conclusioni manda la palla in entrambi i casi a cogliere un palo. La Pescatori Ostia trova un astuto pareggio sul finire della prima frazione: mentre Del Vecchio discute con l’arbitro la squadra di casa si addormenta e si risveglia ingenua. Lo Stampone più votato all’attacco pesca il bersaglio grosso e all’intervallo si va in parità. Nel secondo tempo i gol di Celiani e Del Vecchio costruiscono i presupposti per una delle imprese della domenica. Ma la Nuova Tor Tre Teste non muore mai e si gioca le sue carte fino alla fine, in particolare nell’ultimo quarto d’ora in cui i giovanotti prenestini mettono alle corde i dirimpettai odierni. Due volte Toscano, prima per accorciare, poi per pareggiare. E a una manciata di secondi dalla fine la Nuova Tor Tre Teste va addirittura vicina al knock-out. Ciò significa che il bel punto ottenuto dalla Pescatori è una realtà da mettere in evidenza: e altrettanto dicasi per la mentalità difensivista una volta scattata avanti la squadra del presidente Ciotoli. Ha badato troppo alle retrovie. Finale 3-3. Applausi per le contendenti del “Candiani”. Tra le aspiranti grandi l’Ostiamare sembra soddisfare Fabio Tocci, da ciò che ci ha confidato l’allenatore dei bianco-viola. Ma bisogna battere le mani al Flaminia di Alessandro Amici perché fino alla fine ha combattuto strenuamente, superata da uno Zanchi in grande spolvero, autore di una tripletta. Due vole Laucci aveva riaperto la partita fino ai minuti finali, che sono serviti ai giocatori del presidente Lardone per cogliere la prima soddisfazione in campionato, la seconda, dopo quella di coppa, ottenuta con egual punteggio sul Fonte Nuova. C’è, tuttavia, da lavorare, e questo lo sanno bene, gli esperti dirigenti di Ostia. Finisce in parità al Mulino della Salce la sfida che vedeva opposto il bel Centro Italia di questo frangente d’inizio annata ed il Maccarese: 0-0. Ma quanti rimpianti per la bella prestazione messa sulla terra battuta reatina dagli arancio-neri di Alessandro Conti. La compagine dell’ex tecnico del Poggio Nativo-rivelazione dello scorso anno ha messo in campo una buona condizione atletica, una bella partita, spesso costringendo il Maccarese sulla difensiva, e si pecca d’aver sbagliato un calcio di rigore al 93’ con Donati, cosa insolita per l’esperto giocatore, che l’arbitro non se la sente di far ribattere, viste le movenze del portiere ospite in verticale. Dal punto di vista della squadra di Riccardo Firotto è un punto utile, che fa morale, che porta a due lunghezze la realtà costruita da Dante Papili che registra l’ingresso – è notizia di sabato – di Oberdan Spurio, storico presidente dei periodi aurei di Fiumicino, inizio anni ’90, e Fregene, verso la fine del secolo ultimo. Commovente il congedo presidenziale di uno dei due Papili, l’altro è Giancarlo, perché aveva fatto una promessa a sua moglie, Donna Fiorella, venuta a mancare nella scorsa primavera. E le promesse, per un Dante che viene dal ciclismo di un tempo, sono fatte per essere mantenute. Soffermiamoci un po’ di più su quanto ha concluso nei suoi interventi il bravo Tiziano Pompili, giovane tra i più indirizzati a fare strada per capacità descrittiva, sagacia tattica e salace ironia. Così ha concluso nel suo commento: “Due gran belle squadre che sapranno essere protagoniste in un torneo così difficile”. Finisce, infatti, 2-2 al “Comunale” di viale Spagna, con la ricerca del successo pieno da parte ospite, e con un Alfonsi di grande efficacia. A parte la rete segnata al 15’, con la palese collaborazione del portiere cecchinese, il talentuoso elemento di mister Carlo Pascucci ha gestito bene palloni e aperto il gioco. Che a proposito convince. Al 22’ arriva il pareggio del principe di Cecchina, il signor Giorgio Ricci, che segna sottomisura, sfruttando il suo spiccato senso della posizione. Alla pausa di fine primo tempo si arriva sull’1-1. La rete del nuovo vantaggio del Fidene arriva al 40’ con Turazza autore di una bella sforbiciata ma l’assistente De Lorenzo di Latina, da ex discreto arbitro, vede in off-side la posizione irregolare del bravo attaccante romano. Tutto da rifare. Ma il gol del 2-1 esterno arriva all’11’ del secondo tempo quando Fioravanti sfrutta una buona giocata a tre. Non è finita perché la partita resta aperta, e anche se il portiere ospite ferma un colpo di tacco di Giuffrida da distanza ravvicinata, e costringe Alonzi all’errore da pochi passi, sul successivo calcio d’angolo arriva una trattenuta che l’arbitro sanziona con il calcio di rigore. Segna Gabbi spiazzando il portiere e, nell’esultanza, travolgendo un suo dirigente, finito sulla pista d’atletica con l’entusiasta trottolino di centrocampo. 2-2 non messo in discussione nemmeno da un’occasione di Giuffrida e del Fidene. Forse è giusto così. Tre sono i punti, tutti d’oro, per un Fiumicino giovane e determinato, che prova a essere da corsa, contro un Marta appena salutato da Scarfini. Il fugace e laconico commento dell’ex giocatore di Ladispoli, Civitavecchia e Setina, nel pomeriggio di domenica, sul “suo caso”: “Mi hanno detto di alcuni programmi, che non ho visto materializzarsi”. Amen. Sul campo, i presenti allo stadio “Pietro Desideri” assistono a un incontro combattuto, deciso intorno al 75’ da una rete di Mazzisi. Per la squadra portuense un successo che fa tanto morale. Nel pomeriggio il Latina batte il Torri in Sabina a Colleferro, con le reti segnate dall’argentino Garat e dal mediano Pelle. · = Conduttore di RETE SPORT 105.6