ECCELLENZA GIRONE A: il punto di Massimiliano Cannalire
articolo del 6/10/2008
30 reti segnate nel girone A d’Eccellenza ANTONELLI, CHE PAPAGNA Il portiere di Solimina ferma un ammirevole Centro Italia sul 2-1. L’ex attaccante dell’Aureliana e del Morro d’Oro segna due volte Anziolavinio e Divino Amore vanno a braccetto, in testa, aspettando ciò che accadrà tra il Latina Football Club e il Flaminia Rignano: non è stato facile, per i tirrenici, avere ragione di un caparbio, orgoglioso e quadrato Centro Italia, superato per la seconda e decisiva volta nei minuti finali. Per la creatura bianco-blu non è stato facile avere ragione del team reatino, con Papagna che sale, almeno quanto Antonelli, autore di una doppietta, alla ribalta. Il ruolo di portiere, nel Lazio sovente trascurato, si riscatta alla grande con il portiere anziate. Come il giovane Rao che ferma buona parte delle azioni del Fidene, sconfitto nel punteggio ma ottimista per il gioco espresso. Due trasferte, il “Candiani” e il “Millevoi”, hanno detto ciò pur avendo consegnato due dispiaceri alla squadra salaria. Massimiliano Cannalire
AL CENTRO ITALIA
Anziolavino-Centro Italia: dopo dieci secondi la squadra a cara a Franco Rizzaro va in vantaggio, Palladino, alla prima partita assoluta in categoria. Un ragazzo di cui si dice un gran bene, classe ’89, che va in rete direttamente sul primo lancio della partita. Pronti, via!, palla a Fioravanti, passaggio del difensore centrale, scatto repentino del giovanotto bianco-azzurro, che, di testa, anticipa lo stopper reatino e Torcolacci, spedendo la palla in rete, tra la giusta soddisfazione dei tifosi di casa e anche la loro positiva incredulità. Al 16’ una punizone di Bibi Di Donato pesca Guida in versione ariete: il colpo di testa del capitano viene deviato in calcio d’angolo dal portiere ospite. Al 20’ arriva, inaspettato, il pareggio: alla prima occasione il punto dell’1-1, costruito da Donati, che parte sul filo del fuorigioco. Papagna copre l’angolo di tiro, il centrattacco di Rieti svirgola la palla, che supera il numero uno, e un secondo tocco della punta fissa la partita sulla parziale parità. Due belle occasioni per la formazione di Solimina al 23’ – lancio di Guida per Antonelli, che tira fuori a Torcolacci proteso in uscita – e al 24’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Palladino manda la palla alta da favorevole posizione. L’1-1 non si sblocca nemmeno quando Papagna respinge un tiro potente di Mostarda. Nel secondo tempo (3’) un sinistro di Antonelli è deviato in corner. Quindi Di Donato spedisce sul fondo Magrelli, cross dietro per Criniti che in diagonale manda la palla fuori di un soffio. Al 13’ Di Donato passa a Antonelli con Torcolacci insuperabile, che spedisce il pallone sul fondo. Al 27’ Criniti per Antonelli, con l’esperto attaccante che tenta il pallonetto ma Torcolacci si eleva parando. Stessa situazione al 28’ con la punta centrale che arriva a tu per tu con un bell’esterno destro supera l’estremo difensore per il 2-1 che schiude la strada del primato in coppa, forse in trio, rispetto al traffico della settimana passata. Un minuto dopo è Papagna a salvare set e match per l’Anziolavinio perché Donati si trova a otto metri dal portiere, ma la saracinesca locale abbassa le serrande neutralizzando la conclusione dell’ariete ospite. Al 34’ Criniti su punizione costringe alla respinta coi pugni il prodigioso portiere del Centro Italia. Che al 39’ va in attacco un’altra volta con il traversone di Evangelista, entrato in corso d’opera, colpo di testa di Lavosi che termina di poco fuori. E quindi al 48’, segnato ancora da un ispirato Antonelli. Lancio lungo di Ceti, terzino destro del ’90, palla all’attaccante, che supera il diretto controllore e Torcolacci depositando agevolmente il pallone in porta.
Divino Amore-Fidene 1-0: vince di misura la squadra di Mosciatti anche, se a detta di chi ha osservato la partita, un pareggio avrebbe più equi contorni. Bello il primo tempo del collettivo di via Salaria, disputato dai rossi di Pascucci con una discreta interpretazione corale. Il Fidene costruisce cinque situazioni d’attacco nel primo tempo, non tutte dello stesso livello però, nei primi cinque turni di campionato l’idea che la compagine del presidente Morandi sia regolare nella costruzione del gioco trova una puntuale conferma. Di contro il Divino Amore nella prima parte si presenta una vola dinnanzi al portiere Del Gaudio. Nell’ordine le conclusioni ospiti sono di seguito spiegate: all’8’ e al 16’ Alfonsi tenta la sorte dalla distanza con la sfera che finisce fuori, la prima volta di poco la seconda no. 30’: Alfonsi prova ancora una conclusione, respinta dal generoso intervento di Tocchi, impegnatosi con la testa. Qualche attimo di tensione all’altezza della mezz’ora, subito sedata dal signor Castellani di Tivoli, autore di una discreta prova, testimoniata anche dalle immagini lavorate a Rete Oro dall’inviato Alessandro Natali; il tocco di mano di mazza era involontario. Al 35’ Ronchetti serve Alfonsi che di testa non trova il bersaglio grosso (palla fuori). Al 37’ lo stesso regista che ha fatto le fortune di Villalba e Cynthia propone un assist per Fioravanti che tira con la sfera che termina a lato (sul primo palo, quello sinistro, della porta romana). Nel finale di tempo Spaziani lancia in profondità Mancini che, da posizione defilata, costringe Del Gaudio a una rapida deviazione quanto risoluta, e il pallone va in angolo.
La seconda parte equilibrerebbe le occasioni messe in piedi perché Mosciatti entra negli spogliatoi scontento della eccessiva contrazione dei suoi. L’esito si nota nel corso della ripresa quando il Divino Amore mette insieme ben sei tiri in porta contro due degli avversari. Al 10’ le proteste che accennavamo per un “mani” nell’area ospite ben valutato dal fischietto tivolese. Al 21’ punizione di Petroccia che termina di un niente rispetto alla traversa. Al 27’ replica il Fidene con Alfonsi che serve Antonini, che da pochi passi costringe Rau a un grande intervento per mettere la sfera in angolo. Al 32’ un secondo calcio franco di Petroccia, scoccato dai trentacinque metri, vede la palla finire alta. Al 33’ Gioacchini serve Gatta che crossa per Spaziani, il cui colpo di testa finisce abbondantemente fuori. Al 34’ Dominici costruisce, Alfonsi tira, Rau respinge, Cheruini sceglie l’acrobazia a un controllo più elaborato, e il pallone finisce fuori. Al 38’ Turay dà la palla a Gioacchini, passaggio a Napoleone, che prova un rasoterra, arginato da Del Gaudio. Al 39’ Petroccia imbecca Spaziani, che in tuffo, di testa, impegna nella parata il numero uno ospite. Quindi l’episodio che sblocca la partita: è il 44’, e Petroccia sceglie la soluzione balistica, di potenza ma anche di precisione, mandando la palla sotto la traversa, imparabile per Del Gaudio. Dopo cinque minuti di recupero l’inseguimento del Fidene non viene premiato: non succede più niente e termina 1-0 per la realtà ardeatina. Mai così bene, nel primo periodo di torneo.
Il Pomezia vince allo sprint con un lampo scoccato sull’asse Proietti-De Luca e acceso da Amassoka, capace di cogliere un attimo di debole lentezza del portiere, quel tanto che basta al franco-africano per segnare, di giustezza, il punto del 2-1. Pochi minuti prima era stato Corsetti a sbagliare l’impatto all’interno dei sedici metri avversari spedendo un signor pallone fuori bersaglio. A parte il mancato match-point apriliano, si è trattato di un successo meritato per come la squadra di Carlo Lanza ha interpretato la partita: impacciato nel primo tempo, il collettivo rosso-blu ha cambiato mentalità e passo nella seconda parte. Al 5’ Mastromattei tira e respinge Quintigliano. Al 10’ D’Ainzara spedisce un tiro mancino fuori dal limite. Al 14’ Amassoka elude la difesa, salta il portiere ma l’assist viene sciupato da Mastromattei. Al 27’ un colpo di testa di Torrens dall’area piccola poteva produrre danni: palla fuori. Al 41’ Terribili costringe Fiumanò alla parata in due tempi. Al 46’ bella combinazione Palermo-Solinas per Marano, che tira alto.
La straPontina: il derby dei 13 chilometri se lo aggiudica il Pomezia, che gioca un bel secondo tempo, che rischia, nel finale, la capitolazione, vacilla per merito di Corsetti ma si esalta grazie a Lollo Amassoka. La sua rete costruisce i presupposti perché la orgogliosa formazione allenata dal siciliano Carlo Lanza crede fino in fondo alla possibilità del successo. Merito dell’Aprilia se, mentalmente, la squadra di casa ha sentito, come è apparso, la “botta” del pareggio repentinamente ottenuto dal team di Patalano appena quattro minuti dopo il vantaggio rosso-blu. Nella prima frazione le squadre in campo si sono limitate al reciproco controllo e, tranne rari casi che leggerete in cronaca nella singola partita, sono state poche le occasioni da rete. Meglio il Pomezia, che passa con Campione grazie a un gioco fatto di buone triangolazioni. D’Ainzara ancora non è partecipe del gioco apriliano, e Corsetti è stato l’unico a provare la strada della vivacità nei primi 45’. La gara è cambiata al 28’ del secondo tempo quando una discesa di Marano sulla destra ha prodotto un assist rasoterra, inizialmente destinato ad Amassoka, appostato nei pressi del palo destro, su cui Campione mette lo zampino deviando la palla nell’angolino oramai lontano per Quintigliano. Applausi a scena aperta per la gran conclusione dell’esperto Rutzittu, mossa azzecata da Patalano, al 32’, con un bel tiro dai diciotto metri, con il collo interno destro, che non lascia scampo al portiere di casa. L’episodio decisivo sopraggiunge per merito di Proietti, dopo che Corsetti aveva sciupato il punto della vittoria esterna da ottima posizione, con un lancio del capitano del Pomezia che De Luca (altra mossa azzeccata, stavola da Lanza) ha il merito di allungare. Quei pochi metri che non battezzano bene i due difensori centrali né il portiere Quintigliano, con Amassoka che si inserisce colpendo di esterno il pallone: è il 2-1 che anticipa di poco il fischio finale, incoraggia l’inseguimento del Pomezia, adesso a quota 10, e rimanda ad altre occasioni un’Aprilia apparsa volenterosa ma non compatta.
Cecchina-Pescatori: finisce 3-3 e il pareggio sembra giusto. L’unica grande recriminazione della squadra castellana riguarda il penalty che ha sbloccato il risultato, apparso ai più generoso (arbitro Valente). Il primo tempo appare equilibrato con i padroni di casa appena più ispirati, almeno nel finale di frazione, con il pari ottenuto e il vantaggio, costruiti entrambi dalle reti di Ricci. Inizia meglio la Pescatori, la seconda parte, che ribalta il risultato con Cavaterra che valuta male il tiro da fuori provato da Tumino. Sarà Giuffrida a realizzare il gol del definitivo 3-3. Un punto per le squadre di Lauretti e Staffa, le quali lasciano a viale Spagna un’idea utile a entrambi: lavorare sulla fase difensiva.
Un punto ottenuto, due punti persi - Lo stesso risultato matura al “Pietro Desideri” sul cui manto in erba naturale il giovane gruppo allenato da Branchini patisce gli errori nelle retrovie ma anche un rigore che viene sbagliato dall’eroe di sette giorni prima, Ciro Di Fiandra, al 48’ del primo tempo. Il penalty era stato concesso generosamente per un intervento di Di Giacinto sul folletto fiumicinese, che l’arbitro trasformava in rigore, parato da Remiddi, secondo di fila neutralizzato dopo quello fermato a Spaziani quattordici giorni prima. Al 13’ del primo tempo segna Brutti, al 19’ pareggia Bisozzi e questo significa apprezzabile partenza sprint per la squadra di Stivale, salito dalla juniores. Al 35’ accorcia le distanze Ferrari per i locali, e al 37’ arriva il pareggio con Di Fiandra, posizionato, probabilmente in sospetta situazione di off-side. All’8’ del secondo tempo Bisozzi (classe ’90) firma il nuovo vantaggio ospite. Tre minuti dopo Mazzesi, anche lui ’90, sigla il 3-3 finale. “Due punti persi per non aver saputo gestire situazioni di divario”, dice Vincenzo Stivale. Ivano Fronti risulta soddisfatto per la prestazione dei suoi giocatori. Cauto ottimismo ma parere di fatto positivo per l’esperto presidente santamarinellese. Il versante fiumicinese raccoglie un punto, che non è da gettare. Sta lavorando molto bene, la prima squadra cara a Massimo Carsetti. Applausi per aver tenuto lontano dai riflettori la giovane ciurma tirrenica.
Torri in Sabina-Marta 0-0: alla vigilia la favorita dell’incontro del “Luchetti” era la formazione di Mauro De Vecchis. Ma la sua squadra entra in campo fiacca, senza nerbo, e secondo l’allenatore romano è stata la più brutta espressione calcistica da quando è alla corte di Carlo Polidori. Che martedì vorrà un chiarimento con i suoi giocatori. Il Marta di Gabriele Rendina, appena arrivato in riva al lago, si mangia le mani per un’occasione sciupata, visto lo scarso rendimento altrui. Il team ospite ha buttato al vento ben quattro nitide palle-gol mentre altre sono state sventate prodigiosamente dal giovanissimo portiere De Vellis (classe ’91). Rimpianti ospiti e, paradosso della storia degli ultimi due campionati d’Eccellenza, punto guadagnato per il Torri. De Vecchis, in tale ottica, ha tirato un sospiro di sollievo.
Maccarese, al di là sfortuna - La Nuova Tor Tre Teste ha meritato al di là del punteggio il risultato ottenuto contro un ostico Maccarese. Le chance costruite dalla formazione di casa sono state evidenziate dal palo colto sul 2-1, con il terzino Sarrecchia. Prima di questo episodio era maturato il vantaggio maccaresano con Ferri al 18’, su un errore clamoroso del reparto difensivo romano: autentica dormita. Il riscatto è servito con un gran tiro da fuori tentato e riuscito da Gubinelli, elemento seguito da più club dell’orbita professionista. La sua giocata al volo ha riscosso ampi applausi, per la fattura tecnica. Si è trattato di una mezza girata al volo dal limite dell’area. Il 2-1 lo firma Toscano, su grande giocata di Spinetti, che va sul fondo per costruire un cross degno di un bel colpo di testa, che batte Molon. Quindi il montante suddescritto e si va al riposo.
Il secondo tempo registra il deciso pareggio del Maccarese, sempre con Ferri, autore di un bel diagonale a incrociare di interno destro. Bravo il giocatore di Firotto. Prima del 3-2 un bel guizzo di Gubinelli che va via in velocità, tenta il pallonetto e Molon si impegna nel deviare la sfera in angolo. Il portiere capitola comunque all’11’ quando una punizione di Spinetti manda la palla a colpire la parte interna della traversa, si accende una mischia e Di Carlo, sfortunato, forse di petto, spedisce il pallone in porta. Maccarese non avrà più occasioni, fino al 93’, quando Mancini su punizione impegna severamente Galassi: era l’unico brivido dopo tre occasioni avute dalla Nuova Tor Tre Teste per chiudere in anticipo l’incontro. Del Maccarese è piaciuto il carattere, e questo fattore davvero non manca al gruppo di Firotto, ma anche una condizione in via di buone prospettive. La squadra di Giuseppe Di Franco costruisce una buona dose di palle-gol ma ne sbaglia, nella circostanza, parecchie.
Ostiamare-Tanas Casalotti finisce 1-1, con il gol di Zanchi segnato nella seconda parte ma anche con il pareggio, giunto su rigore, nei minuti finali, e siglato da Cordelli. La partita non è stata di buon livello con un primo tempo privo di qualsiasi emozione, a parte il palo colpito da Giacomo Galli. Nell’intervallo Tocci deve aver provato a scuotere i suoi perché la ripresa disputata dai bianco-viola è apprezzabile. Zanchi lavora una palla venendo spedito per le terre e la punizione che guadagna, al limite, manda la palla in rete con un delizioso tiro alla Platini che aggira la barriera e batte Cosimi. L’Ostiamare mette in piedi due situazioni positive, e nella prima Zanchi prova la torre per un compagno che non c’è; nella seconda Di Lillo prova un gran tiro con il pallone che esce di poco rispetto al palo di sinistra. Il Tanas ottiene il pareggio grazie a una punizione che, lavorata, diventa un rigore: al 36’ una trattenuta di Coletta ai danni di Cordelli, che va giù e poi, dopo il fischio, realizza con un rasoterra, quasi centrale, con Frattarelli che per poco non intuisce. Al 46’ Castelluccio, auguri per il suo 28° compleanno, prova a emulare la mano de Dios, cadendo e facendo gol irregolarmente. L’arbitro Holweger annulla, giustamente. Da rilevare che dopo il rigore la partita è scappata un po’ di mano al direttore di gara, che dopo il gol degli ospiti fischia a senso unico. Al 50’ del secondo tempo c’è un contatto tra Di Lillo e Morini che lascia qualche dubbio. Per la squadra di Fabio Tocci, oltre gli episodi, c’è parecchio da lavorare, mentre per quella di Punzi si tratta di un bel punto. A maggior ragione perché Ranieri veniva espulso per proteste dopo aver subito il gol del momentaneo vantaggio locale.
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