Eccellenza gir. A: la presentazione del prossimo turno. A cura di Massimiliano Cannalire
articolo del 17/10/2008
La Coppa Italia ha avuto il serio compito di rimettere in carreggiata, sui risultati, e sul gioco, in talun caso, Fidene e Ostiamare. Che tornano in campionato con la voglia matta di correre appresso a quelle che davanti di rado perdono un colpo. Nessuno ce ne abbia ma Latina sembra avere un favorevole turno interno utile ad allungare il passo, Tanas permettendo, sulla compagnia che, diciamocelo, priva a sorpresa dell’Aprilia, di una modesta Ostiamare fin qui vista, e peraltro accompagnata dal dente avvelenato dei suoi tifosi, attende la replica di Pomezia e Divino Amore, Pescatori permettendo, in quest’ultimo caso. La formazione di Nazzareno Mosciatti è una delle più compatte del panorama, messa bene in campo, priva di fronzoli, e in via di perfezionamento di alcuni meccanismi. Ovvio che, dopo la stravittoria del derby, la Pescatori viaggi sulle ali dell’entusiasmo; i singoli, tuttavia, che compongono la rosa del Divino Amore non sono giocatori da prendere senza le dovute preoccupazioni. Possibile che esca il segno del pareggio, all’Andrea Millevoi. Dicevamo delle battistrada: se il Tanas Casalotti non ci impiega tutto quanto in suo possesso, testa, muscoli, orgoglio, determinazione, evitare di giocare coi singoli, contro il Latina, cosa dovrà fare, la Nuova Tor Tre Teste, che riceve l’Anziolavinio? Il cliente più scomodo lo incontra di certo il collettivo allenato da Giuseppe Di Franco anche se il Latina di domenica scorsa non è che abbia dominato tutti e novanta i minuti, in casa del Fidene. Al “Candiani” potrebbe uscire un pareggio. Il Maccarese soffre di nevralgia perché le operazioni di innesto societario, dentro Oberdan Spurio e Sandro Priori, di fianco a Dante e Giancarlo Papili, sembrano non essersi materializzate, al momento: servirà qualche ora di sonno in più a una squadra penalizzata dalla palese ingenuità di tale Ranaldi? Se domenica, infatti, il buon Andrea si fosse fatto gli affari propri, al massimo il Pomezia poteva pareggiare, negli ultimi sette minuti, anziché lasciare la sua squadra in dieci, con il risultato di prendere il punto dell’1-1, subire il secondo gol che ha annerito gli umori bianco-celesti, perdere pure Di Carlo per “rosso da frustrazione”. Altra domanda: questo generoso giocatore ha 38 anni. Quando impara?, dopo le note vicende di scarsa diplomazia mostrate in una purtroppo celebre comparsata casalinga con il Fondi? Intanto il Cecchina gioca di pomeriggio e c’è curiosità, per la versione post-meridiem dei castellani, che hanno abituato il proprio pubblico a giocare nel turno delle ore 11. Che ne abbia approfittato, la società cecchinese, per coinvolgere quanti più possibili sportivi, in assenza delle categorie dei piani di sopra? Il pronostico, ci perdoneranno vicino al mare, è tutto per i padroni di casa, che al “Comunale” hanno costruito buona parte delle loro recenti e apprezzate fortune. Il Fiumicino si mette il vestito a festa per ricevere un Fidene arrabbiato, che ha ricevuto un bel regalo in fatto di sanzioni pecuniarie e disciplinari (espulso Del Gaudio, giocherà Della Luna, in porta) con cui concluderemo il pezzo, perché è ora di mandare arbitri all’altezza, e non degli improvvisati. Che i designatori gli esperimenti vadano a farli sotto casa loro, al torneo del circolo. Fidene-Latina non poteva essere una partita da dare al signor Capraro di Cassino. Ma, come detto, ne parleremo tra qualche riga. Il calcio giocato racconta di una giovanissima squadra rosso-blu che gioca di squadra, non dispone di primedonne anche se Di Fiandra se lo coccolano abbastanza, e il pubblico portuense e portuale torna ad affacciarsi con una malcelata curiosità al “Pietro Desideri”. Potrebbe essere una gara da X-2. Difficile, a mio modo di vedere, un successo interno, vista la palese differenza degli organici. E, dovesse accadere, fossimo in Branchini un punto ce lo terremmo stretto stretto. Ma c’è chi sta peggio di noi, disse Picchio De Sisti in una goliardica pellicola di tanti anni fa, “L’allenatore nel pallone”. “E chi sta peggio di noi?”, rispose Lino Banfi. Beh, la settimana di Ostiamare e Aprilia di sicuro non è stata delle migliori: in riva al mare la corrente non è una sola, ma per motivi climatici. Ad Aprilia ci sono, invece, tante correnti di pensiero, e infatti di recente difficilmente s’è fatto giorno. Chi in casa sua è visto rendere bene di certo è il Pomezia, che attende il Centro Italia, presunta vittima sacrificale di turno: con quale approccio arriverà al fischio d’inizio, la squadra di Carlo Lanza? Perché se il piglio è quello mostrato nel secondo tempo di due domeniche fa, con l’Aprilia, allora è facilmente ipotizzabile che si ottengano i tre punti, con una nota da tenere presente; i reatini rappresentano un gruppo bravo nella corsa e nella rapidità. Quanto potrà soffrire una cosa del genere, una squadra votata alla tecnica? Al Centro Italia mancherà, per due turni, Donati: viv’a’Maria! Ci sono punti in palio di una certa delicatezza al “Comunale” di via delle Colonie, tra il Santa Marinella e il Marta: e alla lunga potrebbero pesare, anche sul piano degli scontri diretti. Ci spiace essere franchi, ma sono due serie candidate a lottare fino alla fine per non trovarsi nelle retrovie al momento fatale. Quindi fateci raccontare di una partita gagliarda, e, if possible, ben giocata. Il Torri modesto visto in coppa dovrà metterci del suo, perché il Flaminia Rignano va tenuto sotto scacco, perché se si innesca questa banda in cerca d’autore diventano dolori. In questo caso non azzarderei pronostici, anche se il punto cadauno sembrerebbe il pensiero più grande. Il Fidene paga per quanto abbiamo letto nel Comunicato Ufficiale, e sta bene. Cosa sconteranno quei campioni di impreparazione dei signori, nell’ordine, Bragaglia, assistente numero 2, Capraro, arbitro di Cassino con begli uffizi, al piano di sopra, e il signor Agostini? Hanno commesso dei palesi errori di natura tecnica e anche, se volessimo, disciplinare. Capraro ha annullato un gol buono, quello del 3-1 per il Latina, che avrebbe chiuso la partita per un atto di fugace rapidità che sa di protagonismo, e ci sono le immagini. Bastava un’ammonizione dopo il vantaggio. E la partita non avrebbe avuto, di fatto, facilmente più storia. Agostini ha annullato una rete buona a Fioravanti, nel primo tempo. E anche qui la TV ha dimostrato la natura dell’errore. Il terzo, assistente numero 2, ha addirittura perso di vista due giocatori del Latina sistemati davanti a Del Gaudio mentre un loro compagno segnava il punto del parziale pareggio. Eravamo al 12’. Se non è vero che questi tre godono di certe benedizioni, spediscano una smentita i signori dell’A.I.A. e noi la pubblicheremo. E’ vero che si tratta di un campionato dilettante ma l’unico che ha avuto gli attributi, nella storia recente, di dire, un anno e tre mesi fa, alle società, “questo c’è, e questo passa il convento, quindi aiutiamo la categoria degli arbitri e portiamo pazienza!”, è stato Melchiorre Zarelli. Uomo solo, al comando, per coraggio. Per il resto vorremmo un’A.I.A. più realista, meno votata al passato, e, possibilmente, senza dover tendere una mano al “figlio di questo o quello”. Perché forse sfugge a qualcuno, e non ci prendiamo in giro, stiamo parlando di semi-professionismo, a certi giri e cifre. O no? Massimiliano Cannalire