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Eccellenza gir. B: il punto dell'VIII turno


articolo del 27/10/2008

Il Fondi fa sul serio. Al punto da costuire una signora media di reti realizzate per domenica, oltre due messe a frutto, per un totale di diciassette gol in otto turni. Anche quando ha perso, una volta sola, all’Arnaldo Fuso dal Ciampino (3-2), ne aveva fatte in perfetta media. Al punto da costringere la dirigenza della Virtus Latina a un serrato confronto, con il chiaro rischio di vedere Ghirotto accomodarsi in tribuna. Qualcuno diceva addirittura non in favore di Sibilia quanto di (!) Giagnoni, ex Roma, Pescara. Un personaggio di rara esperienza, che personalmente avevo lasciato nelle figurine di tanti anni fa, con una folta capigliatura. Chissà come sarebbe un suo approccio, lui che ha vissuto quasi sempre di e da professionista, nel girone meridionale di Eccellenza. La squadra di Nicola Ciarlone va in rete dopo poco più di un quarto d’ora, con un cross di Insigne, bravo a rubare la palla e a fuggire via sulla corsia di destra, per centrare un bel pallone, che Marrocco, di testa, spedisce in rete. Poi la compagine ospite resta pure in dieci, se ho ben compreso, tra i tanti gol che arrivavano copiosi dai 18 campi collegati, dico 18. E anche se è notte quando metto insieme queste righe, sperando di non commettere troppi errori, un nome lo distinguevo, nella mattina numero otto di campionato, e lo rammento. E’ quello di Guardabascio, che in realtà è un cognome, e peraltro anche abituale, nel tabellino dei marcatori di una partita. Da rilevare che, tra le due reti, il Fondi subiva l’espulsione di Addessi alla fine del primo tempo (fallo da ultimo uomo contestata in quanto avvenuta all’altezza della metà campo). Il Fondi in dieci merita il successo, e va in rete con Guardabascio. E il Fondi va, a vele spiegate, scansando la Vis Artena che, modesta in attacco, sbaglia quel poco di costruito all’Elio Mastrangeli e finisce in nove contro undici. Va detto che questa volta il buon Vitale di Roma 2 sbaglia a cacciare un giocatore allo Zagarolo, Paglia, poi colpito dalla zuccata di un avversario, Mariani; e così anche Bernardi, nel secondo tempo, finirà prima degli altri a farsi la doccia. La partita è sembrata equilibrata. Uno 0-0 da valutare positivamente per quanto accaduto, per la Vis Artena, che ha offerto due buoni mesi iniziali di campionato, mentre la squadra di Manrico Berti ha problemi una volta giunta negli ultimi venti metri. Non ha convinto Ruggini, che tra i pali di casa, sembrava avere, ed è accaduto due, forse tre volte, una saponetta tra le mani. Che, in realtà, era un pallone. Finale: 0-0 e per la Vis Artena la conferma di un signor secondo posto. Perché nel pomeriggio la vera sorpresa è il Formia, non plausibile per lo scarso inizio di stagione, ma, per come si era messa la partita del Don Antonio Aureli, meritevole di ben oltre il punto raccolto. Vale sempre il detto: alla vigilia firmerei per un pareggio poi ti accorgi che sfiori il cielo con un dito. E in questo spazio il punticino preso dal team di Fabio Lucidi va bene perché le distanze dalle battistrada avrebbero assunto contorni più grigi, per i colori verde-blu.

Che dire del modesto Comprensorio Lepino visto nella ripresa del Sant’Anna. Chi ha assistito alla partita ha pensato, alzi la mano chi lo nega, di assistere all’ennesima débacle bianco-verde, perché dopo sette minuti la formazione di Massimo Bindi era avanti con il gol di Simoneschi e al 28’ raddoppiava grazie a Reali. L’Almas accorcia le distanze al 38’ su rigore con Mangili. Nel secondo tempo al 26’  Fratoni in gol su assist del giovane Ciciriello. L’Almas ha giocato a due facce, nel primo tempo per merito del Comprensorio Lepino, ma il secondo, trascinata da Fabio Filippi, Fratoni e Pascucci, la punta, e Ciciriello. Avrebbe meritato anche la vittoria. Viene espulso nel finale Botta, che aveva già procurato il rigore che ha riaperto la partita prima del riposo. Risultato che i lepini sono ripresi dal Sora, a 14 punti, perché la squadra ciociara batte il Terracina per 2-1. Il tabellino recita del vantaggio sorano con Catenacci (23’), ripreso dopo nemmeno sette minuti dal calcio di rigore segnato da Gatti. A dieci minuti dalla fine De Carolis consegna rete e intera dote ai colori bianco-neri che oggi vantano un signor piazzamento, nonostante le impressioni sul piano del gioco hanno sovente difettato. Avviso ai naviganti (ma io non torno indietro come qualcuno “fenomenale”, n.d.r.): Sora e Pisoniano hanno in comune l’insufficienza matematica, soprattutto nel rapporto con i troppi gol subiti. Il ruolino degli empolitani di Giovanni Bernardini e Maurizio Proietti è addirittura preoccupante. Possibile che abbia ragione anche in questo caso Riccardo Firotto del Maccarese e cioè che Fabio Lucidi non avrebbe, come tanti comuni mortali, il tempo utile a lavorare su questo fondamentale? E sui calci piazzati avversari?

A quota 13 c’è un’Albalonga in netta ripresa, che ha fatto tesoro delle sconfitte patite fino a oggi, ben tre, e che mette a frutto il 4-1 imposto allo sparring partner rappresentato dalla nuova versione del Fonte Nuova. Che il dopo-Gregori fosse complicato lo si sapeva, che grandinasse non se lo aspettavano nemmeno i più saggi, tra i sostenitori bianco-blu (si intendano quelli nomentani, vista la somiglianza cromatica coi caterpillar castellani incontrati). La doppietta di Molinari e il rigore di Bucri, sopraggiunto a Salvati espulso per fallo di mano sulla riga di porta, fanno subito capire che la gara è passata in ghiaccio presto. Subentra Angelucci, che firma una quarta rete d’autore, e Coraci evita la beffa di veder neutralizzato un calcio di rigore a Giannetti. Finale al Pio XII: Albalonga-Fonte Nuova 4-1.

L’ottavo turno di andata sorride e anche tanto al parsimonioso Mentana, che invece in campo non si risparmia: tre volte Alessandro in rete per piegare la resistenza del Torrenova. La domanda è semplice semplice: in quanti avrebbero scommesso, dopo due mesi di palloni giocati, che i mentanesi potessero avere i medesimi punti di Velletri e Zagarolo? Di certo non ci sono sudamericani, alla corte di Armeni e Prosperi. Al massimo il giovanissimo puntero rumeno, Prioteasa. Fatto sta che il Palestrina segnerebbe con Morga, che forse qualcuno becca troppo, tra i suoi stessi “sostenitori”, e il giovanotto di Monopoli risponde per le rime, dopo la rete del vantaggio. Che però viene neutralizzato dal gol di Ricozzi al 92’. Il buon lavoro svolto da Roberto Giovarruscio è testimoniato dagli undici punti in classifica, sottolineati dalla complicata situazione, nei rapporti, tra società e comune veliterno, con Ladaga e Iezzi prossimi, dicevano, a lasciare. Possibile che siamo a questo, a Velletri? La rete rosso-nera fa saltare i piani di rimonta che qualche inguaribile ottimista di fede arancio-verde potrebbe essersi preparato con invidiabile disinvoltura. Dove sta il Palestrina galactico che qualcuno ipotizzava? Possibile che una delle più giovani squadre del torneo abbia fatto riporre l’ottimismo in fondo al frigo?

Chi invece aveva ricevuto i tre punti per un errore commesso nello spedire un fax, il Colleferro a spese del Formia, perde di fronte a un coriaceo Ciampino, che per la prima volta non subisce reti. La squadra di Mario Lenzini bada al sodo, segna con Di Ruzza, bravo a incunearsi in area su un calcio piazzato di Campagna. A cui viene annullata una rete su punizione che entra direttamente in porta. La storia del singolo incontro racconta di due, tre palle-gol che nel primo tempo la compagine di Barbabella costruisce con Moreschini che ne ferma bene una, e con l’imprecisione che accompagna i casilini del presidente Talone. Finisce 1-0 per i rosso-blu, che in classifica ora riprendono il Torrenova. Occhio che la questione Formia-Colleferro, una volta al grado superiore, potrebbe nuovamente togliere i punti a chi li ha appena ricevuti. Magari mi sbaglio, magari ci azzecco, come accadeva a Boville, qualche mese fa. Saluti a tutte e a tutti, ma specialmente a tutte.

Massimiliano Cannalire

massimiliano.cannalire@calciolaziale.com

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