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Eccellenza gir. A: il punto di Max Cannalire


articolo del 17/11/2008

IL LATINA SCAPPA

PRIMA DI PASSARE AD ANZIO

 

Le gare dell’undicesima giornata di andata giocate nel turno mattutino lanciano un grande assist al Latina, che nel pomeriggio riceveva un grande assist casalingo per battere il Centro Italia, giocando da favorito, e produrre il primo tentativo di allungo del campionato. Questa sera infatti la squadra di Maurizio Promutico dispone di 29 punti contro i 24 del Pomezia, e i 22 dell’Anziolavinio. Pistolesi sbaglia un calcio di rigore al 35’ e i gol nero-azzurri arrivano tutti nella seconda frazione; al 9’ è Walter Pelle, uno dei centromediani più forti della regione, a sbloccare il risultato. Poche, per la verità, le tracce di occasioni da rete per i reatini. Il raddoppio giunge al 25’ per merito dell’ispirato Garat, e in chiusura (41’) la firma del 3-0 è di Spanò. Già nel primo periodo la capolista aveva collezionato altre sei chance per segnare.

A parte la posizione c’è della coda polemica per questa giornata di campionato. La prima motivazione si trova nelle rimostranze, giuste, dell’Anziolavinio, a ben valutare sia la situazione della rete segnata da Cossu (11’), con probabile posizione irregolare dell’autore della rete. E, in seconda istanza, non tanto per il gol annullato ad Antonelli, decisione che potrebbe non destare clamori, quanto per la mancata concessione di un calcio di rigore che manca all’appello alla squadra di Solimina. Su calcio d’angolo di Fioravanti al primo del secondo tempo succede che Pucino mandi la palla alta con un colpo di testa; ma Antonelli è stato trattenuto vistosamente da un difensore della squadra di Mosciatti. Che, alla fine della gara, conti alla mano, ottiene i tre punti dell’aggancio allo stesso Anziolavinio. Nel computo totale delle occasioni i giocatori ardeatini hanno costruito tre palle gol contro una per tempo messe in piedi dal team tirrenico, fermato da Rau in due circostanze acrobatiche.

Tanta polemica, più in tribuna, che in campo, al “Comunale” di viale Spagna, con la partita sospesa per cinque minuti. La partita, prima della indecorosa serie di scambi verbali (e un paio di ceffoni) in tribuna, racconta di una doppia iniziativa di Borghi, che al 18’ si vede respingere il primo cross; sul secondo traversone di “Bubu”, valido centrocampista centrale, Alonzi svetta di testa per il vantaggio cecchinese. Che dura poco, anche se già al 20’ il Cecchina potrebbe raddoppiare con Borghi che sale in cattedra nel suggerire il punto dell’incontro a Fabiani, fermato all’ultimo momento. E al 21’ Marano su punizione serve un gran pallone a Costantini, che segna il punto del pareggio. Alla fine un pareggio equo, e positivo, per come si era messa la partita. Rammentando ciò che ha detto il bravo Tiziano Pompili il “Comunale” resta imbattuto, anche se complessivamente è un mese che la squadra bianco-rossa non ottiene i tre punti. Il racconto della partita parla di poche occasioni rilevanti, con qualche timida protesta per la rete locale segnata da Giuffrida, e annullata. Poi una bella girata di Amassoka con palla che risulta centrale e di debole impatto. Nel secondo tempo i ritmi risultano più alti con una bella girata di Costantini che costringe Antelmi a deviare in tuffo. Caporaso ci prova da fuori con i pugni di Chimenti che respingono la sfera. Quindi la successione suddescritta dei tre episodi che hanno fissato il risultato sull’1-1. Dopo il pareggio ospite e di importante ci sarà la sola espulsione di Chianelli per “fallo da ultimo”, al 48’, con Ricci fermato irregolarmente e lanciato verso la porta. Un fallo speso bene dall’ex giocatore del Pisoniano considerando che, altrimenti, il Pomezia rischiava di perdere la minima dote settimanale. 

Chi ha perso una posizione è l’Aprilia, che ha giocato una brutta partita al “Luchetti”. Di positivo, per la squadra di Manolo Patalano, il repentino vantaggio, segnato da D’Ainzara. La reazione del Torri non tarda ad arrivare, con Trimonti che (25’) tira alto di un soffio, con Ardia che salva sulla linea tre minuti dopo un colpo di testa di Tessicini. Prima del riposo è Ribeiro che manca di poco il bersaglio grosso dalla media distanza e l’Aprilia avrà una seconda opportunità nel finale, quando De Lellis compie un gran balzo. In mezzo i due gol, il primo, quello del pareggio sabino, segnato dal capitano Raparelli. Il 2-1 lo firmerà l’albanese Florian, elemento che ha dato parecchio in fase di rifinitura e reti fatte personalmente, nell’ultimo mese di campionato. Infatti il trend positivo la squadra di De Vecchis lo va producendo dalla fine di ottobre. La discussione è rimandata alla metà della settimana ma la panca apriliana è in bilico.

Dicevamo del sorpasso subito dall’Aprilia di Patalano (quanto durerà, la pazienza dei dirigenti bianco-blu?): è stato il Fidene giunto al quarto successo di fila in campionato. Dopo la qualificazione in semifinale di Coppa, battuta l’Almas in settimana, il team di Stefano Morandi e Simone Rossetti arriva alla quarta vittoria battendo il Marta 4-0 in modo più convincente rispetto alla vittoria di misura ottenuta sette giorni fa sul Flaminia Rignano. In rete al 1’ Turazza su suggerimento di Alfonsi. Il raddoppio arriva al 5’ del secondo tempo grazie a uno spunto di Fioravanti. Quindi la terza segnata ancora da Turazza e in chiusura, dopo un gol annullato a Fioravanti, il giovane Catracchia fissa il punteggio sul 4-0 finale. 

Sui fondali si sblocca parecchio la situazione del Tanas Casalotti, che passa all’ultimo minuto a Rignano, grazie a una grande soluzione balistica tentata da Reibaldi, il cui tiro dai venticinque metri sorprende l’estremo difensore del Flaminia. In precedenza avevano segnato il giovane romano La Rosa (1989), quindi il pareggio della squadra di casa. Il 2-1 è di Aversano e il nuovo pareggio viene siglato da Hugo Francis (pronuncia Fransìs). Quando viene espulso il giovane D’Angeli per somma di cartellini gialli, in parecchi, a Rignano, avranno ipotizzato il punto ciascuno finale. Il 3-2 permette al Tanas Casalotti di Alessandro Quoiani e Francesco Punzi di fare un bel balzo in avanti. Se tornano a disposizione tutti gli effettivi non è bassa la percentuale di giovani di qualità a disposizione della franchigia di Primavalle, spaccato di calcio mai trascorso.

Al “Comunale” di via delle Colonie finisce 0-0 tra il Santa Marinella e la Pescatori Ostia. Una partita con il contagocce, per le poche occasioni, la maggior parte delle quali costruite dalla squadra giallo-verde. Da tener presente la ampia schiera di giovani, prima della campagna dicembrina, che sono attualmente nel collettivo di Vincenzo Stivale, dopo i giocatori mandati via dal presidente Fronti (Moroni, Trifelli, Parisi, andato all’Ostiamare o in procinto di fare ciò; e ancora Schiavon e Vallocchia).

Una situazione delicata, è stata definita in tribuna a Ostia, dopo la vittoria esterna costruita dalla Nuova Tor Tre Teste. Va detto che l’Ostiamare, fino all’1-2, era rimasta in gara con discreta tenacia. Rete bianco-viola da subito, con Sebartoli al 2’ poi Toscano colpisce un palo al 4’, prima di marcare il punto del pareggio pochi minuti dopo. Nella seconda parte vanno in rete Gubinelli, autore di una partita da incorniciare (rete al 24’) e Toscano (27’). Non basta, dunque, la grinta e l’applicazione della squadra di Fabio Tocci espresse per metà secondo tempo. Per la Nuova Tor Tre Teste una bella soddisfazione che alimenta la già discreta graduatoria del club prenestino.

Che dire della bravura del portiere maccaresano ma anche della sfortuna che si abbatte quest’anno, sovente nella zona-Cesarini sui destini della squadra di Riccardo Firotto? Il vantaggio l’aveva ottenuto il Fiumicino al 13’, con il difensore Rambaldi. Il pareggio lo ottiene un rapido Mancini, che poi sbaglierà anche una seconda occasione. Paolini porta avanti la compagine bianco-celeste nel secondo tempo, con Tirabassi che ferma quattro occasioni nitide del Fiumicino. Applausi per lui e per la sua squadra, che viene penalizzata da un rigore concesso per un fallo sull’ex di turno, Cipollone. Che trasforma al 49’, appena prima che il direttore di gara decreti il 2-2 finale. Una beffa, per la storia dell’incontro, e un Fiumicino che paga la grande, plausibile coerenza del tecnico Branchini, che aveva tenuto in panchina inizialmente Ciro Di Fiandra, poi entrato e andato vicino alla rete in due circostanze. La risalita del Maccarese si può ipotizzare da oggi. Lo scriviamo sapendo che la matematica sia contrario a codesta scuola di pensiero.

Massimiliano Cannalire

massimiliano.cannalire@calciolaziale.com

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