Eccellenza gir. A: il punto di Max Cannalire
articolo del 15/12/2008
Ovvio che a prendere spazio, in questa quindicsima giornata, sia la questione dello stadio "Francioni", ossia la inaspettata sospensione della partita tra il Latina e il Cecchina. Il direttore di gara, Zinicola di Cassino, concede un rigore ai padroni di casa, subisce le proteste, ci ripensa e lo toglie; lo concede nuovamente, asserisce di essere stato colpito da un giocatore castellano, e, senza emettere il triplice fischio, rientra negli spogliatoi. Il fischietto di Cassino riporta, per via diretta o meno, di aver ricevuto un colpo al viso, e, dopo la silente interruzione, chiede al capitano, ma alla presenza dei cronisti, stile conferenza stampa, il nome del colpevole. Alonzi sostiene la propria innocenza, l'arbitro lo avverte che, senza il nome dell'aggressore (presunto o involontario), farebbe squalificare lui, il "graduato" bianco-rosso. Adesso il lavoro è tutto del Giudice Sportivo, anche se le testimonianze raccolte a caldo, pochi minuti dopo l'episodio della sospensione, parlano di un'assenza di segni da colpo ricevuto. Non abbiamo noi né la palla di vetro, né sarebbe giusto schierarsi da una parte e dall'altra, però è parere di alcune voci interpellate a mezzo telefonico, per cui il fischietto cassinate abbia perso la lucidità, la trebisonda, e al posto di una partita da gestire, abbia fatto "del vero e proprio cinema". Il filmato di Tele Etere e Lazio TV dovrà definire cosa sia accaduto, anche se nel primo caso abbiamo contattato l'operatore, che in quel momento aveva l'obiettivo concentrato sulla concessione del calcio di rigore. Un dirigente del Cecchina si è adoperato per avere il filmato al fine di dimostrare che si sia trattato di un abbaglio, il che sarebbe anche umano. Così come ammetterlo, perché no? E a proposito del parere del Cecchina, Giorgio Tomei, direttore sportivo, a Rete Oro ha detto: "Non era mia intenzione tornare così presto a casa. Non penso di fare dichiarazioni contrarie al Latina. Dopo venti minuti di assoluta tranquillità, è stato regalato un rigore al Latina, contestato dai nostri giocatori. L'arbitro è entrato negli spogliatoi, ed è rientrato
Lo vedevamo un pò strano già in sede di appello, poi siamo venuti a conoscenza che l'arbitro fosse stato arbitrato. Ma non lui: perché era in stato di shock, e non si ricordava nemmeno di aver concesso un rigore. A noi del risultato sportivo non interessa nulla. Voglio difendere l'immagine del Cecchina, che fa calcio, e di tutelare l'immagine delle persone che fanno parte del Cecchina. Che sono elementi eccezionali. Il rigore è stato fischiato dopo una decina di secondi mentre eravamo partiti in attacco. E' uscito fuori il commissario che cercava il capitano dicendo che l'arbitro avrebbe sanzionato lui".
Ovviamente l'arbitro non può parlare e quindi non esiste lo schierarsi da una parte o dall'altra. Proviamo per a percorrere la tesi del colpo involontario. In questo caso cosa deciderà il giudice sportivo? In attesa della sua determinazione, la capolista aveva in precedenza subito la pressione di Pomezia e Anziolavinio, passate rispettivamente a Fiumicino (un punto in sei partite), e Santa Marinella. Nel primo caso un grande Amassoka, dopo aver guidato i rosso-blu di Carlo Lanza alla qualificazione alla finale di Coppa Italia, si è travestito da rifinitore, in tutte e tre le azioni delle reti ospiti, due segnate da Laino e una dal mediano Palermo. Prima che Marconi segni il punto della bandiera fiumicinese. L'Anziolavinio vince 2-0 al "Comunale" di via delle Colonie, pescando dal cilindro della Dea Bendata, sul rinvio di Remiddi che carambola sul caparbio Iannotti. Ma nel secondo tempo emerge la differenza degli organici in campo, con il raddoppio con il giovane Zompatore, evitando illustri beffe patite dai ragazzi di Solimina negli scontri diretti. L'Anziolavinio ha imparato la lezione, e faranno bene in tanti, a ricordarsene.
Il Fidene annusa il gruppetto delle inseguitrici, sempre distante, per carità, ma battendo di misura il Maccarese, rinforza la sua posizione sia nei confronti del Divino Amore, 3-3 con una meritevole Ostiamare, e dell'Aprilia, battuta per 4-2 da un Tanas Casalotti semplicemente da applausi. Tra l'altro con la rete di Toscano la formazione pontina di Sciamanna è ripresa dalla Nuova Tor Tre Teste, che ha dovuto inseguire, a Torri in Sabina, un'autorete di Iazzella. Si diceva della gara di Primavalle; gol di Aversano, Corsetti e Binaco, e con un Terribili generoso in campo per gli ospiti; gli stessi saranno ancora battuti da Aversano, due volte con la prima che succede di rigore; nel finale Samà segna il punto del 4-2. All'Andrea Millevoi accade tutto e il contrario di tutto, in un autentico spot per i gol del calcio diletttante. Una grande Ostiamare parte bene, sfiora il gol in due occasioni, e ne segna uno con Cortani, due con Zanchi. Negli ultimi venti minuti vanno in rete Di Giuliantonio, con un lob pregevole su un bell'assist di Piantadosi (partita da incorniciare, a maggior ragione per il fatto di essere entrato in corsa). Tra il 37' della ripresa e il 47' Mancini segna dimostrando grande senso dell'opportunismo. Finisce 3-3.
Concludiamo il commento con il minimo muoversi della classifica per Pescatori Ostia e Marta (0-0) e con tre bei punti ottenuti dalla grintosa formazione del Centro Italia, in rete a Rignano (2-0 sul Flaminia), grazie a Canessini e Lavosi. Applausi a una squadra capace, sia quando perde che quando vince, di non vivere partite scontate, mai. Contenuti di un calcio fatto di terra battuta, come quello della società di Franco Tempesta, forse non più uomo solo, nella fredda Rieti, da quando è arrivato un umile e coriaceo uomo e tecnico, Alessandro Conti.
Massimiliano Cannalire