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A PALESTRINA E' RICOMINCIATO IL VALZER: VIA DE FEO, ARRIVA PEDINI


articolo del 27/10/2009

IL BALLO RICOMINCIA, CON IL CAMBIO DELL'ALLENATORE

 

A Palestrina hanno tanti pezzi di storia. Legati alla musica, alla storia dell’arte, allo sport. Si passa dal celebre compositore, Pierluigi da… fino all’essere stata la città natia di quello che, dagli anni ’60 fino al 2002, era-Collina, è stato il più grande arbitro di calcio esportato all’estero, Antonio Sbardella.

Da ieri sappiamo che, a distanza di un campionato, anche Strauss, che tanto amava il valzer, può essere passato da queste parti. Pensavamo che le tante, palesi incertezze della passata stagione erano state accantonate e che si sarebbe andati avanti, con i risultati o meno, con lo stesso tecnico che, di fatto, si era scelto, dall’inizio, questa volta, i giocatori con cui andare a sfidare mezza regione. Ha perso a Cisterna, in un finale rocambolesco, in parte compromettendo la qualificazione alle semifinali di Coppa, mister De Feo; già nel turno precedente con il Civitavecchia aveva giocato assai male, e i nero-azzurri venivano da un periodo tutt’altro che felice, con parecchie perplessità manifestate dai sostenitori locali. La squadra ha perso punti in campionato a colpi di pareggio. Eppure ha un potenziale offensivo che sovente è stato sostituito dalle reti messe a segno dal pacchetto centrale. Nelle retrovie ogni tanto si è ballato che è una meraviglia. Da ieri è naufragato il progetto-Cosimo De Feo in favore di Marco Pedini, che aveva provato a iniziare il cammino con la Diana Nemi, con l’allenatore che poi ci ha ripensato, e che ora ha il delicato compito di portare avanti una squadra che dovrà pur dare una risposta sul campo. Una formazione che, se è compatta, se ha volontà, dovrà dare una dimostrazione di costanza di rendimento perché come dice qualcuno “i giocatori ci sarebbero pure”, anzi ci sono. L’arrivo, in corso d’opera, di Alfonso Morrone può dare una quadratura che, con il suo ruolo ben definito, di addetto alle strategie di arrivi e partenze, potrebbe dare qualche soddisfazione in più. La scelta di Pedini andrà verificata dal campo.

Il problema è che Palestrina sembra una piazza tipo Roma città aperta, dove in parecchi danno opinioni, ed è anche legittima cosa. Ma in pochi, da un paio di anni in qua, ci azzeccano. E il rischio è che diventi un tormentone. Le altre corrono. Finora questa squadra, ma non solo lei, vedi Frascati, come il Palestrina basata da un paio di stagioni sulla “multinazionalità”, cammina. Ora tocca ai giocatori. Sennò l’ideale casello che c’è nel calcio, alza la sua sbarra, e, uno alla volta, li fa accomodare da qualche altra parte.

Il valzer è cominciato. In una società che sperava nei giocatori di fuori per alimentare delle speranze. A maggior ragione se consideriamo l’assenza di concorrenti quali Sora e Terracina. Neanche questo è servito a stimolare i titolari e i rincalzi. Ma siamo proprio sicuri che un team fatto di globetrotter possa avere i requisiti per vincere? Perché non puntare sui giocatori della zona? Perché adeguarsi alla moda del pescare i giocatori di lontana provenienza? Per dare retta a qualche scienziato specializzato del settore? A quale procuratore dalle geniali idee come ne operano di questi tempi? Avanti i prossimi.

Massimiliano Cannalire

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