LE RADIOINTERVISTE DEGLI 88,100: IL CAPITANO DEL FIDENE, FABRIZIO LIBERTI
articolo del 23/11/2009
CAPITANO, MIO CAPITANO: parla Fabrizio Liberti, graduato di casa Fidene. Liberti sul Civitavecchia appena incontrato: “Mi ha impressionato perché ha giocatori importanti. Abbiamo avuto la pazienza di far girare la palla, abbiamo forzato al momento opportuno, e con Manganelli abbiamo segnato un gran gol”. Un bell’insieme, quello costruito dal Fidene. Se dovessi evidenziare un paio di nomi tra quelli giovani, quali faresti? “La società ha lavorato molto bene. Abbiamo giovani importanti tipo Manganelli, che può fare la differenza. De Gol e Dominici sono molto interessanti, e se hanno la capacità di capire che questo sport è fatto anche di divertimento, possono fare veramente, veramente bene. Ho detto loro di pensare che c’è gente che si alza alle cinque del mattino per andare a lavorare; noi veniamo pagati per giocare a pallone, e siamo dei fortunati. Loro sono due giovani forti e importanti: ieri lo ha dimostrato Matteo De Gol, senza nulla togliere agli altri”. Sul cammino che intende fare il sodalizio di via Salaria il capitano è chiaro: “Non mi nascondo: puntiamo al primo posto, non al secondo. E quando la rosa sarà competitiva, rientreranno tutti e lì ci possiamo divertire”. Il rapporti con la società e con i tifosi… Liberti: “Dico la verità. All’inizio è stato molto difficile comprendere che rapporto sarebbe stato, almeno coi sostenitori. Come società il Fidene ha ricominciato daccapo: i dirigenti dello scorso anno sono rimasti un po’ scottati, non chiedetemi perché, in particolare ai rapporti legati alla passata stagione. I tifosi dalla curiosità sono passati allo stringersi come ai tempi d’oro quando eravamo in borgata e vedevamo tanta gente tifare per il Fidene (periodo in era allenato da Maurizio Cervelloni e poi da Mario Lenzini, n.d.r.). Rappresentiamo un’ampia zona, e quel nome. E lo facciamo con il nostro gioco, con la nostra serietà, cui puntiamo anche fuori dal campo, e questa del calcio è un’iniziativa molto importante. Sono convinto che i dirigenti del Fidene, dal presidente a Dell’Otto, abbiano scelto prima gli uomini e poi i giocatori. Speriamo che i tifosi ci seguano anche per dare le giuste soddisfazioni a tutti, parlo dall’addetto alle pulizie fino alla proprietà”. La Scala fa come Fascetti o Zeman, che telefonavano a casa alle 11 di sera? O vi viene a citofonare? “Il mister è una persona molto seria, ha capito che siamo un gruppo importante anche sul piano del comportamento”. Intervista di Massimiliano Cannalire