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Eccellenza girone B. IL TERMOMETRO di Max Cannalire


articolo del 10/9/2008



Analizziamo, squadra per squadra, gli umori a poche ore dal debutto stagionale, per alcune realtà, nei due gironi assoluto, nel massimo campionato.

Grande standing ovation per il pubblico casalingo di Zagarolo e in trasferta del Colleferro, di fronte a tanta grazia. Il commento radiofonico dei colleghi Maurizio Rossi e Paolo Russo ha descritto molto bene l’attenzione messa in campo dalle squadre allenate da Manrico Berti e Francesco Barbabella. Cominciamo da loro.

Zagarolo: sa di dover affrontare un torneo assai difficile, in cui se ti “sbrachi” per tre domeniche di fila, è successo lo scorso anno, ti trovi dal sesto posto, nel breve volgere, in zona play-out. La lezione, credo, sia servita. Il giovane allenatore di Tivoli sa bene quali possano essere le complicazioni che sopraggiungono anche nella testa di un giocatore essendo stato un valido atleta, di buon livello. La prima uscita ha convinto soprattutto perché, rivista la partita domenica pomeriggio a velocità aumentata (capirete i tempi televisivi), si è notato l’ordine dato alla difesa, difficilmente perforabile, e al centrocampo, quasi mai scollato di tanti  metri dal reparto arretrato e da quello avanzato. Nella seconda parte è lecito che una formazione del calibro dell’Albalonga potesse disturbare di più la serenità di Machado e compagni. Inizio positivo. Questo si aspettavano Pio e Gianni Paglia, che hanno visto addirittura un loro cugino, Simone, andare in rete, sottomisura. Festa in famiglia.

Albalonga: l’ha detto Bruno Camerini ieri mattina via radio. La sua società aspetta il ricorso presentato in sede interregionale perché non sono piaciute certe pratiche crediamo legate ai vari ripescaggi. E già annuncia di fare una battaglia in territorio legale. Gli avvocati sono pronti a impugnare tutto e portare il materiale raccolto al Tribunale Amministrativo del Lazio, competente per materia. Intanto la compagine di Carlo Cotroneo dimostra di avere le gambe dure e di soffrire la costante pressione di una realtà come quella di Zagarolo, che per un’oretta buona ha praticato un sano forcing. Una sconfitta, forse, non era preventivata. Aspettiamo per le vicende esterne al campo. Da applausi il profondo e bel ricordo di Camerini, dedicato all’Avvocato Luciano Toti, salito in cielo qualche mese fa. Nel calcio i rapporti umani sono ancora considerati importanti. Giusto così.

Colleferro: sentire i dirigenti colleferrini orgogliosi e allo stesso tempo umili dimostra come siano cambiati certi parametri. Non più giocatoroni, non più procuratori, non più fiori ma opere di bene. A parte ogni battuta quest’anno l’esame per Francesco Barbabella è di quelli rilevanti perché in terra rosso-nera non ci sono gli sbalzi e le peripezie, i giochi di prestigio del Boville Ernica e di qualche suo rappresentante…. Partire dall’inizio significa, per uno che ha vestito le casacche di Lazio Primavera (con Peppe Di Franco allenatore) e Anagni (D), farsi un’immagine dopo le tre stagioni molisane che l’avevano visto impegnato nella ricerca della salvezza. Ha cominciato bene, ha chiesto non moltissimi giocatori, e questo significa essere in sintonia con chi aveva scelto la spina dorsale della squadra, ha lavorato senza proclami e senza cercare le fuorvianti luci dei riflettori estivi. Anche per il morale Colleferro passerà una settimana serena e senza amletici dubbi. Bravi.

Formia: già ci siamo. Si contesta, si mugugna e tutto ciò accade dopo la seconda rete ospite. Infatti Pennazzi è il più rapido nel raddoppiare dopo la prima realizzazione firmata dal giovane Di Battista. Francamente la prestazione, sia dal punto di vista tecnico che su quello squisitamente tattico, ha lasciato assai a desiderare. E su questo l’espressione, all’uscita dallo stadio Nicola Perrone, mostrata dal cruccio di Mauro Pernarella la diceva lunga. E che la squadra sia stata discontinua e imprecisa nell’arco di tutto l’incontro penso sia un pensiero capace di accomunare parecchi, tra quelli che hanno visto la partita. Veniamo al discorso della contestazione. Farlo alla prima di campionato, pensiamo, o è un segnale per cui il pubblico formiano non intende spendere troppe monete di pazienza, oppure rischia di passare per troppo abituato bene. Se è la prima la scuola di pensiero valida potrebbe essere un’indicazione a non abbassare la guardia, ma, dall’interpretazione del nostro inviato, anche la società non è stata risparmiata quindi si può pensare a un lavoro fatto su cessioni, partenze e arrivi non gradito dalla platea tirrenica. Si preannunciano sei giorni di punti interrogativi.

Torrenova: la squadra di Alessandro Rubinacci ha mostrato di avere un buon passo sul piano atletico, e questo è un buon segno. Ha azzeccato tutte le conclusioni con una precisione balistica impressionante; 5 su 5 se lo fai nella pallacanestro segui Danilo Gallinari nella National Basketball Association, massima espressione mondiale della disciplina. C’è un discreto disegno nel giuoco con una indicazione particolare: se il Ciampino si dovrà rimboccare le maniche, ed è stato troppo brutto per essere quello vero, dall’altra il lavoro del giovane allenatore romano, adesso, sarà quello, complicato, di far dimenticare ai suoi la troppa grazia del primo incontro annuale. Sennò il rischio è dietro l’angolo. Intanto, applausi al Torrenova, e anche alla società di Mailar e Vinci.

Ciampino: inizio pessimo. Dal punto di vista mentale, da quello caratteriale, da quello generale. Una squadra che è entrata in campo lasciando orgoglio, attributi, concentrazione, e tutto il resto, negli spogliatoi. Una compagine che sbaglia se pensa di avere un parafulmine, il tecnico, per tutte le occasioni. Non ce n’è uno che domenica fosse all’altezza di farsi chiamare giocatore, e giocatore del Ciampino. Dal portiere, che sembrava quello del Subbuteo, a Domenici, serio come persona e buon giocatore, che sbaglia un rigore. Questa è una notizia di quelle clamorose, per chi ne conosce la capacità realizzativa, dal dischetto e non. Finendo con Ranaldi, che i ragazzini se li vedeva passare al doppio della velocità. Consigliamo all’ex giocatore di Romana Gas e Maccarese di rivedere, in occasione del XXVI anniversario (il 5 settembre 1982) con quale velocità Beppe Saroni ha superato e battuto per distacco a Goodwood, l’astro nascente (non dopato) del ciclismo statunitense, Grego Lemond, e l’irlandese Kelly, che non era l’ultimo arrivato. Vada su You Tube. Ma con lui tutti quei giocatori rosso-blu che pensavamo di andare in campo con la mentalità del tip-tap. Fuori le palle e basta chiacchiere, atleti e pubblico. Il pensiero di Lenzini dice parecchio: “ Viste le chiacchiere, è meglio averle prese subito, così certi facili segnali di ottimismo spariscono. Per il resto non sono arrabiato. So dove lavorare”. E’ il termometro più caldo della settimana, con Formia. Ma Siclari, neo-presidente, e l’esperto Paciotti, vengono da tanti anni di esperienza: il primo nel rugby, altra mentalità, l’altro dal calcio, per non sapere entrambi che ‘a nuttata passa.

Comprensorio Lepino: perdere alla prima, e contro il Pisoniano, che la società ha sapientemente “nascosto” per buona parte dell’estate, ci può stare. Non sarà la partita d’esordio che toglierà il sonno ai presidenti Onorati e Petrole. Con Massimo Bindi, persona umile e grosso lavoratore, questa è una realtà che deve mettersi in testa di quanto sia difficile il girone B. L’ossatura dell’undici privernate non è di certo tra i meno tosti del raggruppamento meridionale. Forse è leggerino in mezzo ma ci si può lavorare. Nulla di drammatico, anche perché Priverno è città appassionata di calcio e sa che le difficoltà, in materia, non mancano, sul percorso. Recriminazioni legate a un rigore sbagliato. Meglio alla prima e prima che dopo.

Pisoniano: e bravo Fabio Lucidi, e bravo Maurizio Proietti. C’è stato qualche dissidio, dicono i bene informati. In campo non mi pare si sia visto, riferiscono i presenti. La squadra verde-blu ha messo in chiaro che le partite le vuole vincere annullando, sul piano della mentalità, quanto più possibile i pareggi.  Del resto il tecnico è stato un buon centravanti, in carriera. L’aveva detto, Proietti, che German era ed è forte. Si è visto non solo per la rete segnata, e anche di Pellerani erano state spese belle parole. Il paese, arrocato a Est di Tivoli e del casello di Castel Madama, quest’anno può togliersi qualche positiva soddisfazione. Tenere d’occhio.

Fondi: il gioco non è piaciuto, diciamocelo. Non è stato quel Fondi capace di dare un segnale forte al campionato, e l’impatto non è stato dei migliori. Palladino è Non ai tre punti come un viatico idoneo a far pensare ad altre cose ma questa non è compagine costruita come si fa con il Tetris o con le costruzioni della Lego, ad incastri. E’ una squadra messa in piedi con intenti di ambizione, pur con lo stare con i piedi per terra che ha sempre contraddistinto i pensieri espressi da Nicola Ciarlone. Da rivedere in occasioni migliori. E siamo certi che i progressi non tarderanno a giungere. Palladino è stato allontanato dalla panchina. Può capitare ma ci vuole più tranquillità.

Fonte Nuova: il presidente Graziano Di Buò, contattato sulla via del ritorno, sa di non dover drammatizzare, se alla prima assoluta in Eccellenza la sua squadra non ha vinto e anzi ha perso. Perché quello che è emerso dal campo sono state cose da valutare positivamente, considerando che sussistevano diversi anzi tanti giorni di differenza, nella preparazione atletica, tra i bianco-blu e il Fondi. Non ci sono state grandi occasioni ma valutando la conoscenza del giocattolo che ha di certo Max Gregori siamo certi che già stia pensando su come e dove lavorare per migliorare. Squadra con buone possibilità alla distanza. Sei giorni da vivere come sempre: lavorando.

Mentana: un pareggio contro la Virtus Latina è un signor risultato, sia perché dimostra una certa solidità difensiva, sia perché qualche palla-gol è stata costruita, anche se è stata la traversa di casa a tremare. Non mi sembra che la gara sia dispiaciuta ai sostenitori mentanesi. Da valutare chi può essere uno complementare del poderoso Di Giammatteo, davanti. I giovani sembrano dare sostanza. Il caldo che è ancora presente, e crediamo lo sarà per buona parte del mese, ha fatto parecchio

Virtus Latina: vale, sull’ultima frase, lo stesso discorso del Mentana. Non è stata una prestazione modesta anche se la squadra di Ghirotto ha fatto vedere discrete cose. E’ un oggetto ancora non identificabile, nella costellazione dell’Eccellenza. Ha un pubblico ristretto come un caffè ma questo, dalle parti della Pontina, potrebbe essere un punto a favore… Società con discreti margini di crescita, organizzata nei dettagli.

Vis Artena e Velletri: ci hanno regalato un bel derby sapendo bene che i percorsi, quest’anno, potrebbero essere diversi. La Vis Artena sa di dover replicare, e se possibile migliorare, quanto di buono fatto la scorsa stagione, con la chance di continuare a essere protagonista. Nel finale ha anche accarezzato il punto del 2-1. La partenza è stata sprint, vivace. La formazione di Giovarruscio è molto giovane e intrisa di sudamericani: conta, infatti, cinque argentini e va tenuta d’occhio perché è stata tra le prime ad assemblarsi, anche con una certa dose di anticipo. Un pareggio che va considerato buono per tutte e due. Teniamole nel mirino. Da osservare.

Sora: ha chiamato, in fretta e furia, parecchie vecchie conoscenze dell’Isola Liri e dell’Alatri, ma anche del Ferentino, di qualche anno fa. Giocatori in via di “rigenera mento” tipo Campolo, gente del livello acclarato di Pesce, Cirelli e Corsetti. Ha combattuto in una partita equilibrata ma sappiamo che può fare meglio. Settimana da cui si può estrarre il buon risultato da tre. Ma può fare molto di più sul piano della costanza. Attenuanti generiche.

Almas: sono mancati in parecchi, all’appello della prima adunata. Da Pantano in poi devono dimostrare di fare i fatti perché perdere a Sora ci potrebbe anche stare ma di occasioni in profondità non ne sono state messe insieme in dose industriale. Primo tempo apatico, nella ripresa qualche accenno più palpabile di trame corali. Da riflettere sulla latente attenzione messa nei particolari. Dai passaggi alla rifinitura.

Terracina: squadra ben costruita, con forti individualità ma non per questo snaturata nella ricerca di un gioco collettivo. Risultato positivo, tra un pellegrinaggio dei tigrotti e l’altro. Buon pubblico, ad Amaseno, e ritrovato entusiasmo della bella città di mare. Bilotta è giovane ma anche saggio e sa che la compagine da lui guidata, per volontà oppure orgoglio, o tutti e due assieme, può fare meglio. Intanto la partenza era da réclame. E questo la società e l’ambiente l’hanno apprezzato. Termometro con acqua medio-alta. Settimana termale.

Palestrina: squadra istintiva, che ha mostrato segni di reazione ma che non dimostra, almeno per ora, di avere un ordine dettato dall’esperienza dei singoli. Segni positivi dal tentativo di riaprire la partita, considerato anche il valore dell’avversario incontrato nella prima giornata di andata. Non facile.

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