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Palestrina: via nuovamente Ippoliti. L'approfondimento di Max Cannalire.


articolo del 27/1/2009



Non è una stagione felice per il Palestrina. E questo lo avrebbero capito pure i muri. In estate le prime incertezze erano state di natura societaria, quindi le scelte di giocatori che avrebbero giunto la via Pedemontana a suon di soldoni, in barba al momento di forte complicazione vissuto dal Paese. Sono arrivati giocatori dal cachet dorato, e il gioco latitava.

 In diversi hanno provato a gettare la croce addosso a Gigi Coni, responsabilizzandolo oltre il lecito, visto che come direttore sportivo non ha tutta questa esperienza. E quindi era stato un errore sopravvalutarne le doti. Però adesso e da un po' di tempo vanno di moda questi giovani rampanti.

 Quindi la scelta di giocatori reclamizzati, appunto da figurine della Panini, come Cavallaro, De Vizi, e soprattutto i ben "rimborsati" e retribuiti Cangiano, Morga, messi di fianco a tale Neno Tajarol, che gratis davvero non gioca. Senza scordare elementi del calibro di Angelo e Luca Di Gioacchino, provenienza Tor di Quinto come il bravo esterno destro Di Giambattista. Che dire della loro sbagliata.

gestione?, in cui anche Marco Ippoliti nella prima versione ci ha messo del suo. Che dire della sbagliata sottovalutazione di Fazi?, unico giocatore "indigeno"? Cosa dire di Casanova?, da cui ci si attendeva parecchio.

 Errori su errori, compresa la scelta di D'Acampo e di ritenere fortissimi i vari Cangiano e De Vizi, evidentemente al di sotto delle possibilità precedenti e della fama che li aveva accompagnati nelle terre prenestine.

Evitiamo poi di pensare a una serie di illusioni che certi nomi avevano fatto trasparire, con gente che parlava di primo anno di Eccellenza e immediate ambizioni. Segno palese di una conoscenza del torneo di Eccellenza assai lontana dai canoni contemporanei, soprattutto nel girone B, in cui contano tanti fattori. Bene per l'arrivo di atleti in età di lega e sui cui valori non mettiamo dubbi, vedi i tre ex Tor di Quinto. Ma per il resto scelte, gestione del giocattolo, ampiezza di orizzonti e lungimiranza hanno lasciato davvero a desiderare. Senza puntare il dito sul reparto dei portieri, che francamente ha dato modesti esiti.

"E che dire di Marco Ippoliti? Era proprio obbligato a riprovarci?"

 

Massimiliano Cannalire

 

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