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IL PUNTO SUL GIRONE A DEL MASSIMO CAMPIONATO


articolo del 26/10/2009



FIUMICINO NON HA PAURA DELLE ALTITUDINI

Impresa del Real Pomezia, bestia nera dell’Anziolavinio (difesa

distratta). La Diana Nemi vince ben oltre il ristretto 2-0. Cecchina,

seconda vittoria di fila. Albalonga, sei punti in cinque giorni

 

Il Fiumicino batte la Pescatori Ostia, fresca di cambio di panchina, con un convincente 3-1 sciorinando un buon gioco, che non commette l’errore di puntare sulle iniziative personali. Segna due volte di Fiandra, uno realizzato per vie acrobatiche, l’altro con un bel diagonale. E’ da applausi la rete di Tumino, al 44’ ma Benvenuti esagera al 46’ e viene espulso prima dell’intervallo. Nel secondo tempo Patalano dà una trazione avanzata ai suoi, il Fiumicino gioca corto, parte in contropiede, dimostra testa e non solo muscoli, e, in una delle diverse sortite rapide atte a rovesciare il fronte, pesca il jolly per il 3-1, segnato da Solinas, un giocatore troppo in fretta dimenticato da altri lidi. Al 31’ della ripresa arenano le velleità di riaprire la partita, per i giallo-verdi. La squadra di Claudio Carelli, con una saggia gestione, e societaria, e atletica, e tecnica, sta lavorando davvero bene, e, dopo otto giornate, il suo record stile basket, 6-2, significa 18 punti e primato solitario. Non so, personalmente, se questa situazione perduri: so che l’ambiente di Fiumicino presentava oltre 500 appassionati a vedere la partita, come non accadeva da anni. So che la piazza portuense e aeroportuale, ogni tanto distratta, ingenerosa, nei confronti delle iniziative del club di via (sarebbe più giusto dire vicolo) Balsofiore, è tornata ai periodi di recente ardore, e di passione. E questo significa grande attenzione intorno al giocattolo-calcio sì, ma anche intorno a una città in continua espansione.

Incastonato come un diamante di quelli che ti lasciano a bocca spalancata, c’è il secondo posto della Diana Nemi, mai arrivata così in alto, nel campionato di Eccellenza, e prossima ospite, pomeridiana, della Vigor Cisterna. La squadra di Manolo Liberati, 2-0 al Tanas Casalotti, firmato da Pagnotta e Pace, infatti, è sistemata tra i 18 punti fiumicinesi e i 16 del Fidene, che, con la vittoria ottenuta a Bagnoregio, reti di Polverino e Molinari, ha scavalcato l’Anziolavinio, ora quarto a quota 15, uno in più del Real Pomezia Divino Amore. Non è bastato un grande primo tempo, fatto di gioco e fantasia, alla formazione di Paolo D’Este, per chiudere la partita, dopo la rete costruita da Gamboni, che ha anche colpito un palo, e finalizzata da Giuffrida. Il pareggio di Mosciatti arriva al 12’ del secondo tempo, e i padroni di casa hanno la forza per spedire ancora in rete l’ispirato Giuffrida, che con Gamboni vive un grande rapporto di collaborazione, tra assist e conclusioni, da quando è cominciato il campionato. Nell’attesa che rientri Antonelli almeno non ha pensieri, per l’attacco, l’allenatore tirrenico. Ma Barile trova il guizzo nell’area di rigore avversaria per sfruttare i sonni, profondi, che si abbattono sui quattro di difesa di qui al termine. E Spaziani farà altrettanto in due circostanze. Finisce 4-2 per un Real Pomezia che non smette mai di crederci, e che viene gestito, a  mio parere, da uno di quei tecnici che non ha timori reverenziali rispetto ai cambi da attuare nel corso di un incontro. Fortunato nel primo tempo, il suo collettivo dimostra di crederci, e una serie di fattori ne premiano l’intraprendenza. Dopo la sconfitta interna nel recupero con l’Albalonga, questa è una prova di forza sul piano mentale. Non è da tutti.

Parlavo dei castellani di Bruno Camerini. Un discorso a parte merita la squadra di Claudio Solimina, che si è messo a fare anche da paciere dopo l’espulsione di Alfonsi contro l’Anziolavinio, nel rapporto con la dirigenza: non pensavo fosse così votato alla diplomazia, l’ex centravanti di Casalotti, Almas e Civitacastellana. Me lo ricordavo diverso. Buon per lui. Il merito suo, del noto professore Casali, dello staff intero del club dei Castelli, è quello di aver messo i propri problemi dentro una campana di vetro, lontano da chiacchiere, presupposto ideale, sul piano del gioco si è visto, per disputare un signor primo tempo nel recupero con il Real Pomezia, vinto mercoledì scorso, e di bissare il tutto a Maccarese. Reti in sequenza rapida di Angelucci, su rigore di Alfonsi, su pallonetto di Pestozzi. Il primo tempo finisce 3-0 per gli ospiti, e il secondo vede un Maccarese più voglioso. Segna Marconi al 16’ su passaggio di Di Carlo ma al 25’ Scocozza, con una conclusione balistica, manda in frantumi le remote speranze di rimonta. Perché l’Albalonga è stata squadra, compatta, spontanea nel costruire gioco, e il Maccarese dell’ottavo turno è stato piccolo piccolo, al di là degli episodi.

Tra le vittorie esterne di questa giornata, ben quattro, spicca il tentativo di rialzare la testa della Vigor Cisterna, che è passata al “Martoni” di Monterosi con le reti di Sannino e Di Giacomo, prima del “rosso” sanzionato a Mercuri, quindi con la rete di Fiorillo. Se prendiamo le individualità a disposizione di Montarani è una signora squadra, i cui attuali 11 punti possono aumentare perché ne ha facoltà, possibilità. Dopo il successo in coppa sul Palestrina dei “globetrotter”, a Cisterna torna il sereno.

Tra quelle interne, invece, merita una menzione il Cecchina: la pattuglia di “Pierpa” Lauretti è alla seconda vittoria di fila, e, dopo essere passato autorevolmente a Fregene, batte un Civitavecchia lontano dal concetto di gioco di squadra. I singoli, nella fattispecie Gravina e Adornato, non possono nulla, nelle due e rare occasioni messe in piedi da soli; il primo è fermato dal palo sinistro nel primo tempo, l’altro da un grande riflesso di Paoletti. Le reti portano la firma di Marrocco e Campagna, bravi, sottoporta, nel secondo periodo, a sfruttare la loro rapidità, e una difesa nero-azzurra in forte imbarazzo. I castellani sono ora a quota 10 e, con la regola dei tre punti, rappresentano la dimostrazione di come, nel breve volgere di due turni, si possa passare dalla palude a una condizione di graduatoria più serena.

Due i pareggi di giornata, con identico punteggio. Va stretto alla Stella Polare quello raccolto al “Giovanni Scavo” di Velletri, per come è maturato. Non ha un grande rapporto, con la zona Cesarini, la compagine di Pasquale Camillo, che segna con Cozzolino a metà della ripresa, ma, all’imbocco del rettilineo, subisce il punto del pareggio per opera di Marco Rossi. Va rilevato che la Vjs di ieri ha giocato senza paura, e ha mantenuto il filo del gioco senza tuttavia incidere negli ultimi venti metri. La Stella Polare è realtà compatta dal centrocampo all’indietro e non è neanche facile segnarle, e a confortare questa mia ipotesi c’è il sesto miglior reparto arretrato del girone A. Che ieri all’Anco Marzio ha visto, per chiudere, il pari tra Ostiamare e Fregene. A parte una situazione offensiva buona per la squadra di casa cancellata da un assistente non in vena, per buona parte del secondo tempo, nel primo la squadra di Castagnari non ha demeritato sfiorando il gol in un paio di circostanze. Ma quando segna Neroni con un bel rasoterra da calcio da fermo, il Fregene arretra consentendo la via del gol a Zanchi, non uno qualsiasi. Detto per inciso. I dieci punti attuali del Fregene non sono, credo, quanto sperato dalla dirigenza bianco-rossa, ma su questo club voglio essere ancora più schietto. Primo: c’è gente che si ostina a dire che è una blasfemia o giù di lì mettere in dubbio la qualità dei giovani arrivati dalla Cisco… “perché è la squadra giunta alla finale dello scorso anno nella Berretti”. Secondo: in parecchi si impegnano a volere l’applicazione della ghigliottina nei confronti di Fazzini. Partiamo dai giovani arrivati da casa Cisco. Volessi essere sfacciato direi che il settore giovanile della Cisco si può mettere in discussione come quello di tanti altri sodalizi. Secondo: siete ancora convinti che il campionato Berretti sia paragonabile alla liga under 21 iberica? Non è meglio una squadra di juniores d’élite laziali che una Berretti o una juniores nazionale?

Sulla questione Fazzini credo che più ci siano persone a spingere in verso più la società fa quadrato. Ma vallo a spiegare a questi esperti di oroscopo. Che l’allenatore possa commettere degli errori ci sta, che si metta la sua foto al club delle freccette quale bersaglio principe, solo perché è uno dei tre che vinto di più nel Lazio, con Fronti e Pirozzi, no, non ci sto.

Io mi prendo le responsabilità del caso. Lo pensavo quest’estate, lo ribadisco oggi: il Fregene non ha le carte in regole per il vertice. Se sbaglio pago da bere ai bianco-rossi, magari un buon vino friulano, tanto per scaldarci il cuore.

Massimiliano Cannalire

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