ECCELLENZA: QUANDO SI STABILISCE CHE UN GIORNALISTA E' PREPARATO?
articolo del 2/11/2009
Controreplica e lettera aperta Quando è che si stabilisce che un giornalista è preparato? Il pubblico televisivo è giusto che si faccia un’idea. E’ altrettanto giusto che si rimanga sul terreno idoneo di un confronto di idee tra di loro diverse. In altri tempi quanto è accaduto sulle mie valutazioni, oramai vecchie di una settimana, espresse su questo sito, relative all’insufficiente rendimento degli ex atleti della Cisco Berretti oggi in forza al Fregene, l’avrei giudicato come una cosa non equa. Perché portare in televisione un’argomentazione, pur lecita, derivante da commenti fatti via radio e sul sito internet che dirigo? Il fatto di essere direttore di una testata giornalistica non significa automaticamente che abbia ragione; anzi, se ci sono utenti e lettori di Urano Sport (o www.sport-max.it) puntuali e dalle teste pensanti il primo ad accettare un confronto posso essere proprio io, incentivato dalla differenza di pensieri tra me e il popolo della base, che va sempre ascoltato. E’ nell’interesse mio, da commentatore, e da radiocronista, accettare in modo sereno, intelligente, le critiche, se motivate da giusti appunti. In altri tempi mi avrebbe infastidito questo trasporto di una cosa informatica sui terreni della T.V.; con l’esperienza di 23 anni di radio e televisione dico che mi può star bene* = vedi il fondo del pezzo. (Non mi andò a genio, per esempio, quando, beccandomi una querela dall’Anziolavinio grazie all’audacia di un mio collaboratore sulla zuffa con l’Almas del dopogara, lessi, sul giornale con cui sarei stato poi per una ventina di anni, una lettera capace di richiamare critiche sull’operato del sito che dirigevo e che dirigo ancor’oggi. La querela, poi, fu ritirata, grazie all’elasticità di Franco Rizzaro e della sua gentile consorte, con buona pace mia e degli avvocati. Chi è interessato ulteriori spunti nell’appendice). Però su due punti voglio fermare la Vs. attenzione, in modo da essere ancora più chiaro di ieri, nonostante ci sia stato il tempo di un valido uno scambio di opinioni. La prima riguarda l’affetto personale e la stima che ripongo nella persona di Massimo Corinaldesi, buon analista, che non ha certo bisogno dei miei suggerimenti, da efficace imprenditore quale di certo è. Tuttavia, essendo diversi i commensali pronti a battere le mani per diverse ragioni (in realtà una sola…) alla corte e dell’Eccellenza, e della C2, preferisco essere sincero di fronte a chi mi diceva, cosa ribadita ieri dal direttore generale del Fregene, che, a dicembre, in caso di quinta posizione, si sarebbe rinforzata la squadra. Al di là di ciò che sapranno fare Caputo e i giocatori del Fregene, se secondi o undicesimi non è un fatto che mi cambia la vita, credo ci sia bisogno, ogni tanto, anche in modo non diplomatico, che uno dica le cose come le pensa: per me non è una squadra da quinto posto, al giro di boa, e tanto per degli errori di gestione che può aver fatto l’allenatore appena sollevato dall’incarico, quanto per delle partite giocate male da giovani e meno giovani, da Filippi in giù. Credo che all’apertura delle liste fino all’ultima campagna trasferimenti non manchino le possibilità al Fregene di prendere giocatoroni di C2 o Interregionale del livello di Carlini, Prosia e compagnia bella, per scalare delle posizioni. Però non mi va di prendere per il naso i miei interlocutori, cosi come ho applicato la stessa, impopolare metrica, nell’emittente che appartiene al dottor Tersigni, quando ho detto all’inizio del campionato, la verità in faccia ai tifosi del Civitavecchia, e dell’Ostiamare. Che era, poi, la stessa sincerità di quando espressi parere fortemente contrario all’arrivo di un amico, Pirozzi, a Soriano (2003, autunno), utilizzando anche termini forti ed aspri. Dove è il delitto di lesa maestà? Seconda considerazione: con quali certezze il buon Massimo dice che io non seguo questi campionati? (Berretti, ecc.). Io, tutta questa sicurezza, gliela invidio. Non posso essere ritenuto un autorevole commentatore a orologeria: uno è preparato o non lo è. Dopo tanti anni credo di essermi ritagliato una credibilità basata su nottate e giornate passate a valutare giocatori, raccontare partite, a fare riunioni-fiume con colleghi e giovani cronisti, attività tese proprio a verificare la conoscenza, singola e collettiva, dei diversi campionati che ci sono dalla C al settore giovanile. Per una redazione che oggi ha raggiunto il traguardo di produrre 4 ore e mezza al giorno, dal lunedì al venerdì. In cosa manco se dico che Chierico viene dal Maccarese dove non giocava sempre e lo stesso dicasi per Limongelli a Fiumicino? O se dico che Laurato è un buon acquisto perché a Pomezia, più che a Rieti, si è messo in buona evidenza? O che Commentucci e D’Alexandris faticano a trovare posto perché c’è parecchia concorrenza? (cosa normale, peraltro, in una rosa ampia). Non mi risulta che Luzzi e Bosi fossero titolari inamovibili tra la Lazio (il secondo) e l’esperienza nella Berretti della Cisco, ma accetto smentite coi tabellini alla mano. E se ho sbagliato vado corretto e devo ammettere la “toppa”. Luzzi era, se non ricordo male, l’alternativa di De Santis quale terzino sinistro, ed è uno dalla buona spinta ma non dalla grande puntualità in fase di copertura. Bosi non era fisso, nell’undici di partenza. Di Pastena ritengo sia quello più regolare, per quanto fa vedere e per la costanza, e come difensore sono portato a pensare che crescerà in modo evidente, con il passare delle giornate. E senza mancare di tatto verso gli altri, credo sia quello messo meglio, per i giudizi raccolti in giro. Di Mario è un buon portiere, tra quelli visti in giro di classe 1991 anche se soffre di evidenti pause. Penso che De Angelis, pur non il più forte, tra quelli passati alla Lazio, sia più bravo, tra i pali. Essendo un giocatore dell’89 è lecito pensare che rispetto a Di Mario abbia meno chance di essere impiegato. Lo scorso anno era a Boville, in D, e magari la concorrenza di oggi lo può stimolare a dare di più. Di contro ha ragione Raffaele Minichino quando dice che, rispetto alle altre trentacinque formazioni di Eccellenza, la società Fregene è stata di certo incoraggiata nel pescare dei giovani su cui puntare da un club professionistico. E anche questo va evidenziato come tutte le altre valutazioni. Mica m’offendo se uno corregge la mia metrica, figuriamoci. Se questi giocatori offriranno delle signore partite avranno tutto il diritto di trovare giudizi diversi e io, in testa, di metterli in evidenza nella stessa misura con cui vengono criticati. Questo è: non ci sono parametri diversi, né personali, né di carattere ragionieristico, come si vede in giro. Resto a disposizione sia per internet che per la radio, quando vorrà, il Fregene, come qualsiasi società iscritta ai campionati che commento in TV come su NUOVA SPAZIO RADIO 88,100, confrontarsi in diretta. Poi il campionato vada come deve andare. Massimiliano Cannalire *Pensate, mi perdonerete la distrazione, che diversi anni fa, a causa di un collaboratore mordace, non ebbi la fortuna di avere il diritto di replica nel giornale in cui sono stato per una ventina di anni, quando da una parte l’Anziolavinio presentò una querela nei miei confronti quale direttore responsabile, e dall’altra spedì in redazione, puntualmente pubblicata, una lettera richiamante l’operato del “mio” (e vostro) sito. Ebbene: non solo nella stessa pagina c’era una pubblicità della società scrivente, clamorosa autorete di chi ha gestito quella situazione, ma io non ebbi mai il diritto di replica, seppur richiesto a gran voce in più di una circostanza. Oggi l’Anziolavinio, su quel giornale, non va più di moda e anzi ha scelto un quotidiano nazionale per reclamizzare le sue attività. Quando cambia il vento è sempre pronta la ragioneria, nella nostra regione. Detto da tenere a mente. E poi dicono che i compari delle emittenti private se la fanno con le società. Ammesso e non concesso che anche fosse così, si offende qualcuno se diciamo oggi che abbiamo avuto un grande maestro, ieri? Non trovate?


