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PENSIERI E PAROLE (DEL LUNEDI') a cura di Max Cannalire


articolo del 23/11/2009



PENSIERI E PAROLE di Max Cannalire

 

La Diana Nemi è in vetta al campionato, e ci arriva da sola, dopo dodici giornate. Non so come andrà a finire questa stupenda favola costituita da una piccola realtà urbanistica, pochi dirigenti ma determinati a giocarsi le rispettive chance di gloria. I giovani li ha azzeccati, e in poco tempo, il club di Giacinto Bertucci e dei fratelloni Bevilacqua, le prime linee sono state integrate dal centravanti calabrese Parentela, decisivo contro l’Albalonga e in rete anche in precedenza. E in mezzo al campo difficilmente ti lascia spazio, la formazione di Manolo Liberati. E’ una piccola città, è un sito bello sul piano paesaggistico, ma, con un nugolo di dirigenti, al massimo una dozzina, si sta organizzando per ragionare da grande, prerogativa per potersi giocare la grande opportunità che concede ai bianco-celesti nemorensi il corrente campionato. Paga il conto l’Albalonga, troppo nervosa, per poter essere quella vera, al di là della rete annullata (fuorigioco sbandierato puntualmente); una squadra frettolosa, che ha perso tanti, troppi palloni, e non ha saputo dare continuità nella costruzione delle azioni offensive.

Il Fidene è secondo a un punto, ha costruito con pazienza il successo contro il Civitavecchia, firmato da Manganelli, e non si è disunito di fronte ai nero-azzurri vogliosi di far saltare il banco all’ambiziosa società romana. La prima squadra di Umberto Tersigni deve necessariamente tornare sul mercato perché Gagliardini se ne va in D in Umbria, e perché il rendimento degli attuali giocatori non garantisce un futuro roseo, con un paio di senatori che, dice radio-Tirreno, se ne vorrebbero andare via. La squadra di Pino La Scala ha dimostrato di essere molto compatta nelle retrovie e di lasciare solo sui calci piazzati qualche situazione agli avversari, per il resto chiusi bene dalla retrovia bianco-verde.

In un turno negativo per l’Albalonga e per l’Anziolavinio si inserisce il Fiumicino di Pino Passeretti e Claudio Carelli, che fatica un accidente per avere ragione della Vjs Velletri, ma che si sistema a quota 22, due in meno rispetto ai bianco-blu di Paolo D’Este, una lunghezza in più dei castellani di Claudio Solimina, attesi domenica prossima all’esame-Fidene, da giocare in casa, al Pio XII. La classifica appare particolare, strana, se pensiamo che delle prime sei sono ben tre, le mine vaganti, con il Real Pomezia sesto a 20 punti: questo da una parte significa che in otto punti ci sono ben sei formazioni, dall’altra che la squadra di Mosciatti ha tentato la via del blitz al “Comunale” di Cecchina passando per prima in vantaggio. Ci ha messo in po’, il team di Lauretti, a correre appresso ai pometini, però un punto lo ha ottenuto rendendo meno difficoltosa la graduatoria. Non vi è dubbio che l’impresa della settimana l’abbia conseguita il Maccarese di Dante e Giancarlo Papili, battendo l’Anziolavinio per la terza vittoria in questo campionato dell’undici di Riccardo Firotto. Sbagliato l’approccio ospite in questa partita, che ha visto i tirrenici regalare un tempo ai bianco-celesti di casa. Il gol decisivo, un cucchiaio su calcio di rigore segnato da Marconi, non è stato più ripreso dal quotato Anziolavinio, arenato dal palo colpito da Giuffrida, e che ha corso tre volte il rischio di subire il raddoppio, nel corso della ripresa.

Una partita che ha lasciato strascichi è di certo stata Cecchina-Real Pomezia, terminata 1-1 ma con Gioacchini finito all’ospedale non credo per una gomitata che si è dato da solo (vedi l’intervista a Giuliano Montanari, massimo dirigente del club pometino, n.d.r.), con una rete segnata dalla squadra di Mosciatti che è stata subito ripresa, ma anche con un rigore neutralizzato dal giovane portiere Rau. Il Real, con un’impresa, avrebbe compiuto un bel balzo in avanti: manca la costanza nei risultati, ai giocatori di Mosciatti, che come fanno un’impresa se ne perdono un’altra. E’ più di una sensazione, questo pensiero.

Il secondo troncone della graduatoria, in attesa che la selezione si materializzi sulla strada che porta in serie D e ai play-off, racconta della Vigor Cisterna che esce con uno 0-0 poco utile da Bagnoregio (i pontini hanno ora 16 punti, come la Pescatori), e del successo del Fregene, che ha vinto 2-1 a Casalotti contro il Tanas ribaltando il gol iniziale della giovanissima formazione di Maurizio Coppola. La squadra di Caputo ha 15 punti. Per spiegare chiaramente le cose agli irriducibili tifosi di Vigor Cisterna e Fregene cercherò di essere chiaro: per una questione matematica o si infilano quattro vittorie di fila nei prossimi cinque incontri e quelle di sopra svengono tutte, oppure è meglio abituarsi a vivere il torneo alla giornata, per poi provare uno sprint che parta dall’inizio del girone di ritorno in avanti. Tra l’altro domenica al “Paglialunga” ci sarà un’interessante sfida tra il Fregene e la Vigor Cisterna quindi una potrebbe cancellare le remote speranze di risalire la china dell’altra. Come dire: un pareggio serve a poco.

Chi dispone di altre mire, intanto, zitto zitto, senza proclami (né presunzioni) si sistema a quota 14: parliamo della Stella Polare, che staziona oggi a metà classifica, come auspicava il suo allenatore alla vigilia del torneo. Il punto preso a Ostia ha un bel valore, per la compagine di Fabio Mazzeo e mister Pasquale Camillo. Per il fatto di essere andata per prima in vantaggio, con Zanchi, poi pareggiato dal gol di Camilli, l’Ostiamare vive in modo meno tranquillo quest’ennesima “X” uscita da un suo incontro. I bianco-viola di Luigi Lardone e Massimo Castagnari ne hanno collezionate ben 7, più di tutti, e sarà il caso cominciare a spingere sull’acceleratore, se ci si vuole tirare fuori dalla “bassa”; a 13 infatti, l’Ostiamare viene ripresa dal Monterosi, guidata da un discreto allenatore, Marco Frasca, e dai gol, due, di Maestà, e uno, di Veneruso, giovane interessante (ex Pianoscarano, con lo scorso anno già positivo, singolarmente, per lui).

Appunti della domenica: la Vjs Velletri è andata troppo difensivista a Fiumicino, e, pur vicina al raccolto di un punto, a pochi istanti dal 90° i piani di Aldo Salerno sono saltati. Aveva ragione Franco Rizzaro: chi sottovaluta il Tanas Casalotti, poi, ci vince di misura o al massimo con due reti di scarto, vedi lo stesso Anziolavinio, oppure di una rete come è capitato anche al Fregene, ma prima anche ad altri avversari, vedi il Fidene. Terza nota: prima che il gentile lettore mi ponga un quesito gioco d’anticipo e faccio tutto da solo. Domanda: chi vedi inguaiato, laggiù? Su Bagnoregio e Tanas ebbi la sfrontatezza di esprimermi tempo addietro, addirittura prima dell’inizio del torneo. Su un’altra sarò crudo. Il Civitavecchia, che forse pensa di essere l’ombelico del mondo, per cui i giocatori arrivano come una grazia ricevuta. Ci vogliono i soldi, nel calcio, almeno quelli utili a portare due punte di sostanza, un mediano incontrista e un difensore, da innestare in un organico che non reputo sia da buttare via. Se lo devono ricordare pure quelli che vorrebbero andarsene prima del tempo. Facile, restare, quando si vince.

 

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