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CIAO FIRMATO GIAMPIERO. DOPO 13 ANNI VA VIA DAL TOR DI QUINTO, PER LA SPAL


articolo del 10/5/2013



Ciao

Se ne va Guarracino l'architetto, lo stratega, l'ideatore, il costruttore di tante squadre di successo, a Tor di Quinto. Va alla Spal, a Ferrara. Per provare a riportarla tra le grandi del calcio. Dove i bianco-celesti hanno abitato per tanti anni. Il calcio laziale perde il più bravo direttore sportivo, che arricchisce il movimento dell'Emilia-Romagna

 

E' l'ora dell'addio, fratelli, è l'ora di partir, il canto si fa triste, è ver, e partire è un po' morir..... E' una canzone della seconda guerra mondiale, carica di significato, umanità, imprese ipotizzate, costruite minuziosamente, modificate in corsa, all'occorrenza. E riguarda non una notizia qualsiasi, ma, almeno negli ultimi 13 anni di calcio giovanile, quasi 14, è....LA NOTIZIA!

Quella che, per una volta, ci fa utilizzare un termine inflazionato, bistrattato, in questa regione, ai nostri livelli. ESCLUSIVA! Giampiero Guarracino non è più il direttore sportivo, l'architetto, lo stratega, uno dei tre nobili pezzi della stupenda costruzione agonistica, tecnica, tattica del Tor di Quinto. Ieri, 9 maggio, si è presentato dal presidente del blasonato club di via del Baiardo 25, poco dopo l’ora di pranzo, e ha fatto presente che si è chiuso un ciclo, un meraviglioso periodo, sul piano personale, sportivo, storico, per il football laziale, e per il calcio giovanile nazionale con particolare, deferente riferimento alla juniores d'élite. Ha ringraziato Massimo Testa, che, con il figlio Paolo, ha rappresentato un'asse stupenda, inarrivabile, longeva, e il direttore generale amaranto-blu, Giovanni "Gianni" Spallucci. Non è una notizia qualsiasi, non è una storia qualsiasi: non potrebbe esserla. Hanno vinto tutto ciò che c'era da vincere, e lo hanno riconquistato per due volte, nel campionato dei diciottenni. Il tempo è passato, probabilmente il motivo di questa partenza non è soltanto una normale, fisiologica, possibile saturazione nei rapporti: è la ricerca di nuovi stimoli, è la volontà di andarsene da un'altra parte, che non fosse qui intorno, al Savio, dove pure ha fatto tanto bene, alla Pescatori, dove iniziò il percorso di direttore sportivo dopo aver lasciato l'irto cammino di tecnico delle giovanili. Poteva accettare, perché no?, le lusinghe della Vigor Perconti e di qualche società di Serie D, facente parte del Lazio. Nossignori! Sarebbe stato innaturale, per come la pensa Giampiero, l'Orso, il burbero, il ruvido, quasi una sfida, persino una mancanza di tatto e sensibilità nei confronti del club che ha fatto grande che grande lo ha consacrato.

In realtà Guarracino non è stato solo il sergente di ferro ma semplicemente l'elemento che ha preso giocatori senza far spendere una lira prima, un euro poi, alla società di appartenenza; è stato il pistone e l’anima tra la parte verticistica e quella agonistica, rappresentata dai giocatori, che ha fatto rigare dritti in maniera concorde con il numero uno del sodalizio teverino. Già, Tor di Quinto, che, come ci ha raccontato in un’intervista a dicembre Testa, il leader...Massimo, è diventata una seconda casa; perché se analizzi quanti anni sono trascorsi, da quell'aureo mese di maggio del 2000, sono passati 13 anni veri, a livello solare, con ogni tipo di successo ottenuto. E appena conquistato, in una categoria, con i pensieri rivolti ai giovanissimi e agli allievi, perché c'erano da scrivere una storia, un’altra, e un’altra ancora. Rilevante, fondamentale, per dimostrare che a livello di settore giovanile regionale si può fare, il fatto di costruire una squadra a zero costi, nessun fronzolo, e si può gestire. Un trio di valide persone, esperte di calcio: Massimo presidente-Giampiero Guarracino sul ponte tattico-Paolo in campo, in ogni giorno della sua vita. Poi succede che Paolo, nel più triste 16 gennaio della storia, dell'Anno del Signore 2012, se ne va nella Gerusalemme Celeste, con la sua bellezza umana, con la sua maniera semplice di conquistarti, con un sorriso, con quegli ultimi pensieri dedicati ai ragazzi, in una stanza d'ospedale; con una frase detta con la mano nella mano proprio all'uomo-Giampiero, prima che all'abile, abilissimo, sagace conoscitore del giocattolo, della "capoccia" dei giocatori, quelle teste ogni tanto matte da gestire, tenere a freno, smemorati ai quali vanno ricordate le regole e il saper stare nel mondo dello sport.

Finisce, dunque, un ciclo clamoroso, irripetibile, come abbiamo scritto di recente: finiscono le interminabili partite a carte con Massimo, poco dopo l'ora di pranzo. E quei tanti pareri tra una smazzata e l'altra. Non si cancellano, tuttavia, le meravigliose cose fatte insieme, in tanti viaggi, di sabato e domenica, talvolta di mercoledì. Perché hanno fatto squadra su tutto, su ogni cosa, bella o brutta che fosse, profonda, scherzosa, facile o tragica, come quando è venuto a mancare un ragazzino di 12 anni, o lo stesso Paolo. Tanto, ha contato, il fattore umano.

Adesso Guarracino saluta e se ne va, quello che, messo in condizione da una grande società, un'importante struttura, è diventato il più vincente e naturalmente il più bravo direttore sportivo del Lazio. In una strada cominciata quasi per curiosità, per scommessa, per verificare se il padre, Giovanni detto Gipo, potesse essere raggiunto, e addirittura superato. Con un'infinità di titoli regionali juniores, ben 6 finali vinte in 9 stagioni a livello regionale o, se preferite 7 in 12 anni, e 3 delle quali sono diventati scudetti tricolori! Cominciando col costruire un'armata che nel 2001, PRIMA VOLTA ASSOLUTA, ha portato il titolo Allievi a Tor di Quinto. E da quella squadra sono usciti Sforzini, fino a ieri al Grosseto e oggi al Pescara, ieri l'altro all'Udinese, al Cluj (Romania), Groppioni, ex Primavera del Napoli, oggi militante nella Serie A ungherese.

Giampiero ringrazia per aver ricevuto una macchina da guerra di grande caratura, il Tor di Quinto omaggia il direttore sportivo più prolifico, più preparato, nella storia del calcio laziale, che con Testa ha costruito tre quarti della difesa della Primavera della Roma vincitrice dello scudetto, basata su Antei, Sini e Frascatore. Che la stessa società giallo-rossa non ha saputo trattenere nella Città Eterna. Questi tre sono stati presto chiamati nella squadra nazionale Under 21, e oscillano tra la Serie A e la Serie B.

Guarracino ricomincia dalla Spal, una delle più gloriose società italiane, che è finita per la prima volta tra i Dilettanti, in Serie D, la categoria regina della Lega presieduta da Carlo Tavecchio. Inizia una nuova, intrigante, stimolante sfida dalla nobile Ferrara, culla di tanta cultura e talmente affamata di calcio da portare a spasso per l'Italia duemila tifosi alla volta, fuori dalle mura dell'agglomerato urbanistico estense. Ha seguito l'assoluto segno di considerazione professionale dell'imprenditore romano Marco Pontrelli, e di un grande appassionato di calcio, Vincent Candela, che è stato alla presentazione della nuova società, di recente. Per provare a riportare la Spal e tutta Ferrara e dintorni nel calcio che conta. Non è facile, lavorare sul doppio binario della prima squadra, che milita a ridosso dei play-off nel girone D, e delle squadre giovanili. Ma perché, era facile, integrarsi, da nuovo, nella società di Massimo Testa, al sopraggiungere del nuovo secolo? Eppure l'ha fatto, ha dedicato giorni interi, quelli di Ferragosto, del primo dell'anno, i Santo Stefano, pur di arrivare a livello laziale e nazionale.

Ci ha saputo fare. Sennò non si spiegano i titoli juniores regionali del 2000, del 2004, del 2006, del 2007, del 2009, del 2010 del 2011, con le sconfitte, sempre nel Lazio, del 2002, dall'Almas, del 2005, dal San Lorenzo, poi divenuto campione nazionale, del 2008, dalla Tor Tre Teste, a recupero scaduto, anch’essa capace di vincere un grande scudetto; del 2012, dalla Vigor Perconti ai rigori!, con due match-point sciupati. Con gli scudetti nel 2006, 2-0 alla Civitanovese, reti di Muccichini, nel 2009, 2-1 ai toscani del Marina di Pietrasanta, doppietta di Del Vecchio, già a Rimini, e nel 2010, 1-0 al Bressanone a Casal del Marmo, Roma, dopo un primo tempo vissuto con 9 dicasi 9 palle-gol delle quali l’unica rete è stata firmata da Pischedda. Nei cinque anni dal 2006 al 2010 c’è stato posto anche per una quarta finale persa ai supplementari al Salaria Sport Village dal Pianura Napoli, su autorete: quel giorno, forse, è mancata la maggior tenacia, fame di vittorie e fortuna, tutte insieme, agli amaranto-blu.

La valutazione globale che va fatta di questo meraviglioso ciclo è la seguente: mentre la juniores conquistava tre scudetti e un secondo posto, insieme, contemporaneamente, ci sono stati 2 titoli regionali nei giovanissimi e una terza finale persa, con il terzo posto in Italia del 2006 a Moena, Trentino, i 3 titoli Allievi regionali d'élite, 2001, 2008, 2009 con il terzo posto in Sicilia alle finali nazionali. Tutto questo e tanto altro, è stato il viscerale rapporto tra l'Unione Sportiva Tor di Quinto e il suo costruttore di squadre, diplomatico all'occorrenza, spietato, di fronte alla presunzione di giocatori sprovveduti e di qualche genitore capace di scambiare il gioco del calcio per qualcosa di diverso; parlando, al contrario, di una disciplina votata all'agonismo, alla voglia di conquistare vittorie e gioie, al sapersi confermare.

E' finita una delle più belle, intense, appassionanti pagine di calcio giovanile. Ma su una cosa riteniamo di mettere d'accordo parecchia gente, del nostro pianeta "dilettante", che il Tor di Quinto ha reso professionale e professionistico: ci sarà, in quelle bacheche, nella memoria di tantissimi sportivi, sempre un posto speciale, dove parlare di una creatura sportiva così forte da vincere e rivincere, arrivare a toccare il Cielo con un dito, e conservare, e confermare quanto di ottimo fatto. Ammirevole via di un successo o di una sconfitta che non hanno visto cambiare di una virgola il loro modo di porsi, per brucianti che siano state le beffe, per schiaccianti che siano state, le conquiste. Massimo-Giampiero-Paolo. Immensi.

Massimiliano Cannalire

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